
Ci sono giorni nei quali una città sembra improvvisamente più piccola. Le appartenenze, la politica, le differenze si fermano sulla soglia e rimane soltanto una comunità che prova a stringersi attorno a una famiglia. È così oggi ad Arco, dove continuano a moltiplicarsi i messaggi di cordoglio per la tragica morte di Cristiano Maino, 21 anni, vittima dell’incidente stradale avvenuto nella mattinata di giovedì 13 agosto, a Villa Banale, nelle Giudicarie. Parole diverse, pubblicate sui social da amministratori, consiglieri, associazioni e forze politiche. Tutte attraversate dallo stesso sentimento: l’incredulità davanti a una vita spezzata troppo presto.
Fiorio: «Una notizia che ha lasciato tutti smarriti»
La sindaca Arianna Fiorio parla di «un dolore immenso» e di una tragedia che riguarda l’intera comunità. «Qualunque genitore ha tra le sue maggiori preoccupazioni ciò che può accadere ai propri figli sulle strade – scrive –. E, come mamma di due ragazzi di 23 e 26 anni, posso solo immaginare lo strazio provocato da questo terribile evento». Poi l’immagine forse più semplice e dolorosa: «Una notizia che ha lasciato tutti smarriti e che ci ricorda quanto le nostre vite siano legate a un filo». L’Amministrazione e la città si stringono così attorno alla mamma Francesca, al papà Andrea, al fratello e alla famiglia.
Anche il consigliere comunale Mauro Ottobre (Arco Dinamica) affida ai social il proprio cordoglio: «La nostra comunità arcense si è svegliata con una notizia che spezza il cuore». E aggiunge: «Il dolore di oggi è di tutti noi. Vi stringiamo forte. Arco è con voi».
Per il consigliere Alessandro Amistadi, Cristiano «era davvero benvoluto e amato da tutti». Da qui l’abbraccio di «un’intera comunità di Arco, unita nel dolore».
Fucina Comune: «Un genitore non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio»
Particolarmente intenso il ricordo di Arco Fucina Comune, movimento con il quale Cristiano aveva scelto di mettersi personalmente in gioco, candidandosi alle recenti elezioni comunali insieme alla mamma Francesca Modena, già assessora al bilancio della Giunta Betta. «Un genitore non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio», sono le prime parole del messaggio. Davanti a un dolore simile, scrive Fucina, «non servono grandi discorsi. Serve esserci. Con discrezione, con rispetto, con un abbraccio, anche silenzioso».
Da questa tragedia nasce anche una riflessione sulla fragilità della vita: «Diciamo più spesso “ti voglio bene”. Abbracciamo di più. Ascoltiamo di più. Perdoniamo. Non rimandiamo un gesto d’amore». E infine il pensiero che prova ad andare oltre l’assenza: «Ci sono persone che, anche quando non possiamo più stringerle, continuano a vivere nell’amore che hanno lasciato, nei ricordi, nei gesti, nelle parole e nel cuore di chi le ha amate».
Un messaggio condiviso anche dall’ex sindaco Alessandro Betta.
«Siamo accanto a voi»
Il Circolo PD di Arco sceglie poche parole: «Non ci sono parole per poter confortare un genitore che perde un figlio. Non ci sono parole giuste per giustificare una giovanissima vita che se ne va». Poi l’abbraccio a Francesca, Andrea, al fratello e a tutti i familiari.
Il dolore attraversa anche il mondo associativo. Il direttivo dell’Associazione Monte Velo si stringe alla propria consigliera Pinuccia e alla famiglia, condividendone il dolore e affidando ai social «le più sincere e sentite condoglianze, insieme a un forte abbraccio».
Politica, associazioni, amici, semplici cittadini. Per una volta non ci sono maggioranze e opposizioni.
C’è Arco. E c’è il silenzio impotente di una comunità davanti alla morte di un ragazzo di 21 anni. (n.f.)