
Chi conosce Mauro Ottobre sa che le dinamiche della geopolitica internazionale non gli sono mai state estranee. Basta scorrere la sua pagina social per imbattersi in analisi, prese di posizione e riflessioni sui grandi equilibri globali. Eppure, nell’ultimo consiglio comunale di Arco, la sua iniziativa ha colto più di qualcuno di sorpresa.
Al primo punto del question time, il consigliere di minoranza della lista Arco Dinamica, ex deputato ed ex candidato sindaco alle amministrative del maggio 2025, ha depositato una mozione per conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967.
La sorpresa, semmai, non sta tanto nel contenuto – coerente con l’attenzione che Ottobre riserva da tempo ai temi internazionali – quanto nella collocazione politica dell’iniziativa. Una proposta di questo tipo, per affinità politico-ideologica, qualcuno avrebbe potuto aspettarsela dai banchi della maggioranza. Ma la politica estera, anche quando entra nelle aule dei consigli comunali, raramente segue schemi rigidi: spesso parla il linguaggio delle sensibilità personali. O, secondo i più maliziosi, delle opportunità politiche.
Una proposta che guarda oltre i confini locali
La figura al centro della mozione è tra le più esposte nel dibattito internazionale sul conflitto israelo-palestinese. Albanese è la prima donna e la seconda italiana – dopo Giorgio Giacomelli – a ricoprire questo incarico indipendente, nominato dal Consiglio ONU per i Diritti Umani.
Se approvata, Arco si aggiungerebbe all’elenco delle città italiane che hanno già conferito la cittadinanza onoraria alla giurista di Ariano Irpino: Bologna, Padova, Trani, Nuoro, Napoli e Bari. In diversi casi, decisioni che hanno acceso il confronto politico e non sono state prive di polemiche.
«Non possiamo più permetterci di non fare nulla»
Nel presentare la mozione, Ottobre ha richiamato il valore simbolico dell’iniziativa, collegandola anche all’identità della città. «Non possiamo più permetterci di non fare nulla dinanzi a ciò che succede a Gaza e non solo – ha spiegato –. Abbiamo sul nostro territorio un “Giardino della Pace”. Arco è una città che ha una sensibilità importante su questo. I nostri figli un giorno ci chiederanno conto di ciò che abbiamo fatto o non abbiamo fatto in questa fase drammatica».
Nel testo si sottolinea come Albanese sia nota a livello internazionale «per il suo impegno instancabile e coraggioso nella difesa dei diritti del popolo palestinese e nella denuncia di gravi violazioni del diritto internazionale», inclusa la qualificazione di alcune azioni come genocidio.
Il consigliere di minoranza richiama inoltre una recente campagna denigratoria che avrebbe colpito la relatrice ONU, parlando di un video manipolato diffuso in rete e di accuse ritenute infondate, oltre a pressioni diplomatiche, richieste di dimissioni e tentativi di delegittimazione del suo mandato indipendente.
Il richiamo al diritto internazionale
La mozione insiste sulla necessità di «riaffermare il rispetto per organismi come le Nazioni Unite e per il diritto internazionale umanitario» in un momento storico in cui, secondo il documento depositato, «l’uso della forza sembra essere tornato prepotentemente a dominare le relazioni internazionali».
Nel testo viene ricordato anche il sostegno espresso da personalità pubbliche come Roger Waters e Chris Hedges, a testimonianza della risonanza internazionale della vicenda.
Non solo un riconoscimento simbolico
La proposta non si limita al conferimento formale della cittadinanza onoraria. Ottobre chiede che il consiglio comunale manifesti pubblicamente la propria vicinanza ad Albanese, che la sindaca Arianna Fiorio esprima sostegno contro le sanzioni e le campagne denigratorie e che venga organizzato un evento pubblico alla presenza della relatrice ONU.
Tra le iniziative simboliche suggerite, anche la piantumazione di un ulivo nel Giardino della Pace, gesto che nelle intenzioni del proponente dovrebbe rappresentare un segnale concreto di adesione ai principi di solidarietà, difesa dei diritti umani e contrasto alla disinformazione.
Il dibattito approda in aula
La mozione apre ora un fronte politico destinato ad andare oltre la formalità del voto. Da un lato, la volontà di esprimere un segnale forte su diritti umani e pace; dall’altro, la consapevolezza che un atto di questo tipo, pur simbolico, inserisce il consiglio comunale di Arco in un dibattito geopolitico ampio e divisivo.
Sarà l’aula a decidere se raccogliere la proposta lanciata dal consigliere di minoranza. In gioco non c’è soltanto un titolo onorifico, ma la scelta di quale ruolo Arco intenda assumere quando le questioni globali bussano alla porta della politica locale. (n.f.)