
Il dialogo culturale tra Arco e Riva del Garda continua. Ma senza un ritorno, almeno per ora, dell’ex città delle Palme dentro il sistema del MAG Museo Alto Garda.
A chiarirlo è stato l’assessore alla cultura di Arco, Massimiliano Floriani, intervenuto sulla stampa locale, proprio sul tema dei rapporti museali tra le due realtà altogardesane. “La Galleria Civica Segantini sta lavorando bene e non ci sono i presupposti per rientrare nel Mag”, ha spiegato Floriani, sottolineando però come non vi sia alcuna frattura politica o istituzionale con Riva del Garda. Secondo l’Assessore la separazione tra i due percorsi culturali sarebbe maturata in modo condiviso, come conclusione naturale di una fase amministrativa e progettuale. Nessuna chiusura, dunque, ma piuttosto la volontà di proseguire su binari differenti, mantenendo comunque collaborazioni e sinergie sul fronte culturale e storico.
Floriani ha infatti evidenziato il buon rapporto con l’assessora rivana Stefania Pellegrini e la volontà di continuare a lavorare insieme su iniziative comuni. Nel frattempo, il MAG Museo Alto Garda guarda anche oltre i confini locali, consolidando nuove partnership, come quella recentemente annunciata con il MuSa Museo di Salò e quella in fase di costruzione con il MUSE Museo delle Scienze.
Proprio su queste dichiarazioni si è inserito l’intervento dell’ex assessore alla cultura Guido Trebo, protagonista della precedente amministrazione guidata da Alessandro Betta. In un lungo intervento pubblicato sul proprio blog personale, Trebo punta il dito contro quella che definisce una contraddizione politica della nuova maggioranza.
L’ex assessore richiama infatti un passaggio del programma elettorale della coalizione “Arco che vorrei 2025”, guidata dall’attuale sindaca Arianna Fiorio, nel quale si parlava esplicitamente della possibilità di “rivalutare” l’adesione di Arco al MAG per condividere e ottimizzare le iniziative culturali.
“Oggi leggiamo che non ci sono i presupposti per rientrare nel Mag”, osserva Trebo, parlando apertamente di “giravolta politica”. Ma il suo intervento va oltre la polemica amministrativa e diventa una riflessione più ampia sul ruolo culturale di Arco.
Trebo rivendica il percorso costruito negli anni precedenti dopo l’uscita dal MAG, ricordando le mostre dedicate a Giovanni Segantini, le collaborazioni internazionali e la nascita di un polo museale autonomo capace, a suo dire, di dialogare direttamente con importanti istituzioni nazionali ed europee.
Secondo l’ex assessore la vera sfida sarebbe quella di superare “un certo provincialismo” dell’Alto Garda, puntando su una cultura capace di creare relazioni, prestigio e opportunità per i giovani.
Ma, almeno per il momento, la linea dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Arianna Fiorio sembra ormai definita: la Galleria Civica Giovanni Segantini continuerà il proprio percorso autonomo, rafforzando collaborazioni culturali e progettuali con il territorio, senza un ritorno diretto all’interno del MAG Museo Alto Garda.
(n.f.)