Articolo pubblicato il: 17/10/2026 alle 19:30
La Busa - Arco, la rabbia dei residenti di Stranfora: «Basta promesse, vogliamo parcheggi e una vera ZTL»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie

Vivere ai piedi del Castello di Arco, tra antiche mura, vicoli e uliveti, dovrebbe essere un privilegio. Ma per una parte degli abitanti dello storico rione Stranfora, o Stranforio, la quotidianità è diventata una battaglia contro il traffico, la sosta selvaggia e la mancanza di parcheggi. Un problema denunciato da anni, attraverso amministrazioni di diverso colore politico, che oggi torna d’attualità con una richiesta precisa alla giunta della sindaca Arianna Fiorio: meno promesse e più interventi concreti. A raccontare il malcontento alla redazione de La Busa online è Davide, portavoce di un gruppo di residenti della parte alta del quartiere.

 

 

«Pensavamo potesse cambiare qualcosa, invece siamo fermi come prima, se non peggio – racconta il nostro interlocutore –. Doveva essere la giunta dell’ascolto, della risoluzione dei problemi, quella capace di cambiare il vecchio modo di amministrare. Abbiamo letto attentamente il programma elettorale, ma finora sembrano rimaste soltanto promesse».

La difficile caccia al parcheggio
Il problema riguarda soprattutto la zona alta di Stranfora, da vicolo Alto e dalla porta dell’Arciduca fino al sentiero che conduce al Castello, coinvolgendo via Fossa Grande e gli accessi a Laghel. «Siamo cittadini arrabbiati, soprattutto persone che utilizzano l’automobile per lavorare. Quando torniamo a casa trovare un posto è diventata un’impresa. Continuiamo a girare, mentre i parcheggi sono occupati anche da chi non abita qui».
Secondo Davide, la presenza di appartamenti turistici e bed and breakfast aggrava la situazione: «Alcune strutture pubblicizzano parcheggi nelle vicinanze, ma quei posti servono anche ai residenti. Non ce l’abbiamo con i turisti, vogliamo regole chiare e rispettate».

Dieci posti riservati, ma il problema rimane
Durante la precedente amministrazione Betta, grazie all’interessamento degli allora assessori Gabriele Andreasi (PD) e Nicola Cattoi (Campobase), erano stati individuati dieci parcheggi riservati ai residenti: cinque davanti al Parco Arciducale e altrettanti in via Fossa Grande, di fronte a Villa Belvedere.
«Era una buona soluzione, ma è rimasta incompleta. Sono arrivati i cartelli verticali, troppo piccoli, mentre le strisce a terra sono rimaste bianche anziché gialle. Così continuano a parcheggiare anche persone che non ne avrebbero diritto».
Il gruppo chiede inoltre una verifica dei contrassegni per l’accesso alla ZTL e la sosta.
«Ci risulta che ci siano persone trasferitesi altrove che conservano ancora il bollino. Bisogna distinguere chiaramente chi può transitare e chi può parcheggiare. Non ce l’abbiamo con la Polizia locale, chiediamo al Comune di mettere ordine».

«Una vera ZTL, come alla Grotta e a Pregasina»
La proposta è precisa: istituire una zona a traffico limitato da Largo Pina verso la parte alta di Stranfora, tutelando anche via Fossa Grande, via Lomego e gli accessi a Laghel.
«Lo chiediamo da anni. Abbiamo suggerito di prendere esempio da Pregasina, a Riva del Garda, dove esiste una regolamentazione degli accessi. Ma abbiamo anche un esempio più vicino: la ZTL della Grotta, qui ad Arco. Se è stato possibile intervenire lì, perché non si può fare qualcosa di simile a Stranfora? Non vogliamo essere considerati cittadini di serie B».
I residenti sarebbero disponibili anche a pagare un abbonamento annuale per un’automobile a famiglia.
«Chiediamo parcheggi realmente riservati, con segnaletica chiara. Gli otto posti di Largo Pina potrebbero essere destinati alla sosta breve, massimo un’ora, per favorire le attività commerciali. Da lì in su bisogna dare priorità a chi ci abita».

Tra camper, uliveti e traffico verso Laghel
A preoccupare non sono soltanto i parcheggi, ma anche la velocità delle automobili, la presenza di camper e furgoni e la sosta irregolare negli uliveti.
«Durante la stagione turistica e nei fine settimana diventa insostenibile. Le auto scendono da Laghel troppo velocemente e qui vivono anche bambini. Vediamo furgoni incastrarsi nelle stradine, macchine parcheggiate ovunque e perfino rifiuti abbandonati».
A esasperare gli animi anche la prolungata indisponibilità di due posti auto davanti a Casa Vanni, dopo il danneggiamento di una muratura storica. Nemmeno la rimozione delle transenne davanti all’Olivenheim, che ha liberato alcuni parcheggi, avrebbe risolto il problema.

«Sindaca Fiorio, adesso servono i fatti»
Il malcontento si accompagna alla delusione per le risposte che, secondo il gruppo, ancora mancano. «Questa giunta si presenta come verde e ambientalista, ma noi continuiamo a convivere con un traffico eccessivo proprio sotto il Castello. Abbiamo segnalato tutto più volte, anche durante le assemblee del Comitato di partecipazione di Arco centro».
Da qui l’invito a un sopralluogo nei momenti di maggiore afflusso. «Vorremmo che qualcuno venisse qui in un fine settimana estivo, tra le sei e le sette di sera. Basterebbe mezz’ora per capire cosa succede. Non pretendiamo il parcheggio sotto casa, sappiamo di vivere in centro storico, ma vogliamo essere ascoltati».
E infine l’appello: «Abbiamo aspettato anni, dalla giunta Betta a quella Fiorio. Non chiediamo miracoli, ma piccoli gesti concreti. Adesso devono dimostrare con i fatti di saper ascoltare i cittadini».
Una protesta che va oltre la disponibilità di qualche posto auto e investe la vivibilità di uno degli angoli storici più caratteristici di Arco.
La richiesta è trovare un equilibrio tra accoglienza turistica, mobilità e diritti dei residenti. Ora la parola passa all’amministrazione comunale. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 17/10/2026 21:28
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