
La bandiera arcobaleno sventola nel cuore del municipio di Arco.
Un segnale simbolico ma preciso. Un messaggio pubblico contro ogni forma di omofobia, transfobia e discriminazione.
Nella giornata di oggi, sabato 16 maggio, alla vigilia della Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia del 17 maggio, il Comune di Arco ha esposto la bandiera LGBT nella corte interna del palazzo municipale, aderendo anche quest’anno alla campagna nazionale promossa da RE.A.DY, la rete delle pubbliche amministrazioni impegnate sui temi dei diritti, dell’inclusione e del contrasto alle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Le fotografie mostrano la bandiera colorata affacciata sugli storici loggiati interni del municipio arcense. Uno spazio che presto assumerà anche un forte valore civile e simbolico: proprio quella corte sarà infatti intitolata a Sandro Pertini, presidente della Repubblica, socialista, partigiano e figura simbolo dell’antifascismo italiano.
Una scelta che l’amministrazione comunale aveva già motivato nei mesi scorsi ricordando il valore storico e democratico della figura di Pertini, amatissimo dagli italiani anche per il suo forte richiamo ai principi di libertà, giustizia sociale e dignità umana.
L’iniziativa del Comune di Arco si inserisce dunque dentro un percorso più ampio di sensibilizzazione e attenzione ai diritti civili.
«L’adesione alla campagna 2026 di RE.A.DY rappresenta per noi un elemento importante», spiega l’assessore alle politiche sociali Mattia Mascher, «per contribuire a costruire una città in cui ogni persona possa sentirsi riconosciuta, rispettata e sicura».
Parole che richiamano soprattutto il tema delle nuove generazioni e del disagio che ancora oggi molti ragazzi possono vivere.
«Come amministrazione crediamo che i diritti non siano mai una questione di parte, ma il fondamento di una comunità più giusta, accogliente e democratica», aggiunge Mascher. «Penso in particolare ai tanti giovani che vivono ancora situazioni di discriminazione e pregiudizio, per non parlare del fatto che possono subire veri e propri atti di bullismo nelle scuole e all’interno della comunità. C’è ancora molto lavoro culturale da fare».
Oltre all’esposizione della bandiera nel municipio, il Comune ha predisposto anche manifesti informativi della campagna sia all’Ufficio relazioni con il pubblico sia negli spazi del centro giovani intercomunale Cantiere 26.
Un gesto simbolico, certo. Ma che per l’amministrazione, guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, rappresenta anche una presa di posizione pubblica. Nel segno del rispetto, dell’inclusione e della convivenza civile.
(n.f.)

