Articolo pubblicato il: 22/10/2026 alle 15:00
La Busa - Arco, Fucina Comune: «Sull’albero si cambia idea, sulla variante agricola si tira dritto?»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Politica

L’albero di Natale torna al centro della piazza, ma per Arco Fucina Comune le vere priorità dell’amministrazione Fiorio dovrebbero essere ben altre. E così, quella che poteva sembrare una semplice buona notizia per il trentennale dei Mercatini natalizi diventa l’occasione per un nuovo, pungente affondo politico. Il movimento civico, attraverso la portavoce Barbara Zanoni, applaude la scelta di mantenere il tradizionale abete naturale, ma invita la giunta a dimostrare la stessa disponibilità al confronto anche su questioni decisamente più delicate, a cominciare dalla contestata variante agricola adottata in via preliminare dal Consiglio comunale lunedì 12 ottobre.

 

 

«Una buona notizia, ma cambiare idea non è impossibile»
La vicenda dell’albero aveva acceso il dibattito politico già nell’autunno 2025, quando l’ipotesi di sostituire il tradizionale abete con una struttura artificiale aveva provocato proteste e polemiche.
Oggi la situazione è definita: il Comune ha stanziato 21.423 euro per un basamento metallico riutilizzabile, che consentirà di collocare l’albero al centro di piazza III Novembre.
Una decisione accolta positivamente da Fucina Comune. «Accogliamo con soddisfazione la decisione dell’attuale amministrazione di abbandonare l’ipotesi dell’albero di Natale artificiale con derivati del petrolio e di tornare così a una tradizione che da sempre rappresenta un elemento identitario della nostra città».
Il gruppo apprezza anche l’affidamento della struttura a un’impresa locale, la Bagozzi Srl, ma non rinuncia a una stoccata: «Una buona notizia, dunque. Anche perché, a quanto pare, cambiare idea non è impossibile, solo i muli non la cambiano».

«Ma le priorità della città sono altre»
Il ragionamento di Fucina Comune si sposta rapidamente dal Natale alla gestione amministrativa. «Viene spontaneo chiedersi se spostare l’albero in centro e investire risorse significative negli addobbi fosse davvero la questione più urgente per la città». Il movimento solleva perplessità sulle energie dedicate alla vicenda, osservando con amara ironia che «almeno per qualche giorno, l’albero rischia di fare ombra a problemi ben più ingombranti».
Il riferimento è soprattutto alla variante agricola, adottata in via preliminare dopo oltre quattro ore di confronto, con 15 voti favorevoli, sette astensioni e nessun contrario.
Il provvedimento, voluto dalla maggioranza per contenere il consumo di suolo e tutelare il paesaggio rurale, ha già registrato alcune modifiche concordate con le opposizioni. Restano però aperte questioni relative alle possibilità edificatorie e alle esigenze delle famiglie che vivono nelle aree agricole.

Il nodo della variante: «In gioco il futuro delle famiglie»
È proprio su questi aspetti che Fucina Comune concentra le critiche. Secondo il movimento, alcune disposizioni potrebbero penalizzare i giovani agricoltori e i residenti che intendono investire nelle proprie aziende, ampliare le abitazioni o realizzare una prima casa nel contesto familiare.
«Non stiamo parlando di una decorazione da scegliere o di un addobbo da spostare. Parliamo del patrimonio delle famiglie, delle opportunità per i giovani e della possibilità di continuare a vivere nel territorio in cui si è cresciuti». Il gruppo non esclude che alcune famiglie possano valutare strumenti di tutela amministrativa e legale.
La giunta Fiorio, dal canto suo, ha motivato la variante con la necessità di trovare un equilibrio tra salvaguardia del territorio, tutela ambientale e sostenibilità economica delle attività agricole. La prima adozione, inoltre, non conclude l’iter urbanistico.

«Non basta illuminare una piazza»
L’affondo finale torna sul tema dell’ascolto e della disponibilità a rivedere le decisioni. «Sull’albero di Natale si è trovato il tempo per discutere, polemizzare e infine tornare sui propri passi. Sull’urbanistica, invece, sembra che si preferisca tirare dritto». Da qui l’auspicio che il confronto prosegua anche sui contenuti della variante. «Ci auguriamo che la stessa flessibilità, la stessa capacità di ascolto e la stessa disponibilità a correggere le proprie decisioni si manifestino anche quando in gioco non ci sono gli addobbi di Natale, ma la casa, il lavoro e il futuro delle famiglie arcensi». E la conclusione affidata da Fucina Comune a un’immagine destinata a far discutere: «Una comunità non si governa soltanto illuminando una sua piazza: si governa soprattutto dando risposte a chi anche le altre piazze le vive ogni giorno».
L’albero, insomma, tornerà protagonista della piazza. Sulla variante agricola, invece, il confronto politico è tutt’altro che concluso.
(n.f.)

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