Articolo pubblicato il: 08/09/2026 alle 16:00
La Busa - «Arco: e i suoi ragazzi?»: FucinaComune riapre il caso degli spazi per i giovani
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Giovani, Notizie, Politica

 

Una panchina, il sabato sera, può diventare il simbolo di qualcosa di molto più grande. Di una città che cambia, delle aspettative degli adolescenti e soprattutto di una domanda che torna a bussare alla porta della politica locale: dove possono incontrarsi, divertirsi e semplicemente stare insieme i ragazzi dell’Alto Garda?
A rilanciare con forza il tema è Arco.FucinaComune, che affida ai social un lungo e duro intervento rivolto all’amministrazione comunale. Il titolo è già una provocazione: «Arco pensa a tutti. Tranne che ai suoi ragazzi?». Il ragionamento parte dalla percezione di una città molto concentrata sul turismo, sugli eventi e sulla propria immagine, ma – secondo il gruppo – assai meno capace di costruire una vera politica per adolescenti e giovani adulti.
La domanda posta è volutamente semplice: «Un ragazzo di 15, 16 o 17 anni, il sabato sera, dove dovrebbe andare ad Arco?».

 

 

«Non basta un calendario di eventi»
FucinaComune non nega l’esistenza di Cantiere 26, il Centro giovani intercomunale, ma sostiene che sia necessario valorizzarlo maggiormente e soprattutto distinguere fra singoli appuntamenti e una strategia complessiva.
Una critica politica, dunque, che va letta anche alla luce dell’attuale attività del centro: Cantiere 26 ha appena pubblicato il programma di settembre con musica, giochi, incontri, gruppi di lettura e altre iniziative ed è aperto fino alle 23.30 durante la settimana, all’una il venerdì e alle due il sabato.
Il punto sollevato da FucinaComune è però differente: «Non confondiamo un calendario di eventi con una politica giovanile». Secondo il gruppo servono luoghi e iniziative progettati ascoltando direttamente i ragazzi, nei quali trovino spazio musica, socialità, serate e divertimento, valorizzando anche realtà già presenti sul territorio e il ruolo dell’oratorio.
E c’è un passaggio che allarga il ragionamento oltre Arco: «Prima di giudicarli, dovremmo avere il coraggio di chiederci che cosa abbiamo costruito per loro».

Il caso Riva e le oltre mille firme
Una domanda che questa estate è risuonata con forza anche pochi chilometri più in là, a Riva del Garda.
Qui un gruppo di giovani guidato, tra gli altri, da Edoardo Zambotti e Nicolò Zampedri ha promosso una petizione per chiedere maggiore utilizzo della Spiaggia degli Olivi e, più in generale, nuovi spazi e occasioni di aggregazione. Partita dalle scuole con oltre 500 sottoscrizioni, la raccolta aveva già raggiunto circa 800 firme a giugno e a metà luglio sfiorava quota 1.200.
Gli stessi promotori hanno però chiarito più volte che la Spiaggia degli Olivi è soltanto il simbolo di una questione più ampia e che il loro obiettivo non è alimentare uno scontro politico, ma arrivare a «soluzioni concrete» e strutturate durante tutto l’anno. Il percorso dovrebbe ora proseguire anche attraverso la costituzione di una nuova associazione giovanile dell’Alto Garda e Ledro.
È proprio questo il terreno sul quale FucinaComune porta ora la discussione ad Arco. «La politica giovanile si fa prima – conclude il gruppo – offrendo alternative, ascoltandoli, dando loro fiducia e creando occasioni per stare insieme».
E resta quella domanda, volutamente scomoda, lasciata in fondo al post: «Se togliamo anche quella panchina, ad Arco, cosa gli rimane?».

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 08/09/2026 17:28
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