Ad Arco il dibattito sul traffico ciclistico nel cuore della città si accende ancora una volta. Con l’estate e il boom del cicloturismo, le vie del centro storico si trasformano in un crocevia affollato, dove pedoni, tavolini dei bar e biciclette faticano a convivere. È in questo contesto che, rispondendo alle richieste della cittadinanza, in poche settimane l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Arianna Fiorio ha deciso di intervenire con una misura che, se da un lato dispiace a molti, dall’altro appare inevitabile: in un tratto di via Segantini, durante la stagione estiva, i ciclisti sono obbligati a scendere dalla sella e condurre la bici a mano.
Le parole del vicesindaco Piantoni
«Il codice della strada già prevede che nelle aree pedonali e ciclopedonali, in caso di affollamento, i ciclisti debbano scendere e portare la bici a mano», ha anticipato oggi, venerdì 29 agosto, al giornalista del sito online Il Dolomiti il vicesindaco di Arco con delega a mobilità e viabilità, Marco Piantoni.
«Non ci siamo inventati nulla: è una norma di buonsenso che però, purtroppo, molti non rispettano. Dispiace dover ricorrere a un’ordinanza, ma la sicurezza dei pedoni e l’ordine in città devono venire prima di tutto».
L’obbligo riguarda circa 300 metri del centro, lungo un tratto particolarmente stretto e critico di via Segantini, dove i plateatici, le bancarelle dei negozi e i flussi turistici intensi rendono il passaggio su due ruote rischioso e poco compatibile con la vivibilità degli spazi.
Dove si applica il divieto
Interpellato da La Busa, il vicesindaco Piantoni ha ulteriormente chiarito i dettagli del provvedimento: «Il divieto parte dal negozio di ottica Braus e arriva fino a piazza Tre Novembre, non appena verranno installati i cartelli già ordinati».
Alla domanda se l’ordinanza sia già in vigore, il vicesindaco ha risposto: «È già previsto da un’ordinanza che regola la ZTL del centro storico. Vale per tutto il periodo dell’ora legale».
Sanzioni e senso civico
Un altro punto riguarda i controlli e le possibili sanzioni. «Non penso si tratti di esaltati delle due ruote – ha spiegato Piantoni – ma di un problema di educazione e di attenzione al contesto. Purtroppo, lo vediamo in tanti atteggiamenti del vivere quotidiano e quindi, inevitabilmente, anche sulle strade e nei nostri centri storici.».
Sulle multe, il vicesindaco non lascia dubbi: «Sì, sono previste. Anche se mi auguro che i cartelli siano sufficienti a far capire ai ciclisti la necessità di adottare un comportamento più appropriato, così da non dover ricorrere a numerose sanzioni».
Una questione annosa
Non è la prima volta che il tema solleva discussioni. Già l’ex sindaco Alessandro Betta, in un’intervista rilasciata un anno fa a La Busa Online, aveva sottolineato come la convivenza tra pedoni e ciclisti in centro fosse una questione delicata, destinata a riproporsi ciclicamente con l’arrivo dei mesi estivi. Allora, come oggi, si parlava di “buonsenso” e di “rispetto reciproco” come basi imprescindibili per garantire serenità e sicurezza a residenti, commercianti e turisti.
Il provvedimento dell’attuale giunta Fiorio si inserisce dunque in una linea di continuità con le preoccupazioni già emerse negli anni scorsi: il problema non è tanto la bicicletta in sé – che resta uno dei simboli della vocazione outdoor del Garda trentino – quanto l’uso che se ne fa nei contesti urbani più fragili.
L’equilibrio tra turismo e vivibilità
Arco, come Riva del Garda e altri comuni limitrofi, vive infatti una doppia identità: da un lato meta di riferimento per cicloturisti provenienti da tutta Europa, dall’altro centro storico abitato, con i suoi spazi ridotti e una comunità che chiede sicurezza e vivibilità quotidiana.
«In altri punti della zona a traffico limitato – ha aggiunto Piantoni, dialogando con La Busa online – installeremo cartelli per invitare i ciclisti al rispetto delle regole. È un appello alla responsabilità, soprattutto perché in centro oggi si muovono moltissime bici elettriche e il rischio di incidenti aumenta».
Una sfida aperta
Il provvedimento, accolto con favore da molti residenti e commercianti, lascia però aperto il dibattito su come conciliare mobilità dolce e tutela dei centri storici. La sfida per Arco e per l’intero Alto Garda sarà quella di continuare a valorizzare il cicloturismo, risorsa preziosa per l’economia locale, senza sacrificare la qualità della vita di chi il centro lo abita ogni giorno.
Nicola Filippi