Articolo pubblicato il: 28/02/2026 alle 19:30
La Busa - Arco, 700 interventi l’anno dei Vigili del Fuoco: il grazie unanime del Consiglio
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie

 

Settecento interventi in un anno. Un presidio operativo aperto 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Una struttura interamente volontaria che rappresenta, forse più di ogni altra realtà, l’identità profonda del Trentino. In consiglio comunale ad Arco i numeri si sono intrecciati con le emozioni. L’aula ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2026 del Corpo dei Vigili del Fuoco volontari e il nuovo regolamento contabile. Ma il voto compatto è stato soprattutto un momento di riconoscimento collettivo: un grazie corale a chi, in silenzio, garantisce la sicurezza della comunità.

L’esordio del comandante Claudio Zanoni
È stata anche la “prima” ufficiale in aula del neo-comandante Claudio Zanoni, subentrato da alcuni mesi a Stefano Bonamico. Un intervento ricco di dati, ma soprattutto di appartenenza.
«Sono vigile del fuoco da 28 anni, di cui 24 in servizio attivo – ha dichiarato – ho fatto tutta la gavetta. Il nostro è il Corpo della comunità: si regge su una struttura interamente volontaria, a differenza del sistema nazionale dove il servizio è remunerato. Qui ad Arco e in Trentino nessuno percepisce compensi o rimborsi: è tutto gratuito e basato sulla dedizione personale».
Parole che hanno riportato al centro il cuore del modello trentino: un sistema riconosciuto in tutta Italia, ma che ad Arco trova una delle sue espressioni più radicate.

 

 

Un Corpo che è comunità
Il sindaco resta autorità di pubblica sicurezza a capo del Corpo, che oggi conta 98 unità complessive:
– 40 vigili in servizio attivo
– 18 allievi (ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni impegnati nel percorso formativo)
– 9 sostenitori.
Tra i volontari – rispondendo a domanda diretta della consigliera Maino – figurano una decina di donne – le “vigilasse” – e 5-6 giovanissime nel comparto allieve. Un segnale di ricambio generazionale e di apertura sempre più ampia alla partecipazione femminile: “La componente femminile si sente” ha ribadito il comandante Zanoni.
L’attività è a 360 gradi: interventi ordinari, supporto ai sanitari, collaborazione con i Corpi limitrofi dell’Alto Garda e missioni anche a livello nazionale.
Negli ultimi sei anni il trend degli interventi è in lieve calo: dal picco di circa 900 all’anno tra 2020 e 2023 si è scesi, nel 2025, a circa 700 interventi. Un dato che, come ha sottolineato Zanoni, è legato anche a un minor numero di eventi gravi e agli effetti del “110%”, che ha favorito il rinnovamento di impianti e sistemi di sicurezza nelle abitazioni, contribuendo alla riduzione degli incendi domestici.
Eppure, dietro i numeri, resta l’impegno quotidiano: solo nell’ultimo fine settimana 14 chiamate, tra cui 4 servizi tecnici e 3 incidenti stradali. «I nostri volontari lasciano famiglia e lavoro per accorrere in aiuto – ha ricordato il comandante – la caserma è aperta 24 ore su 24, 365 giorni l’anno».

Investimenti e nuove dotazioni
Il bilancio 2026 – illustrato dall’assessore Ivo Ceolan – prevede 65 mila euro per la gestione ordinaria e 30 mila per quella straordinaria. A queste risorse si aggiungono gli introiti del servizio a pagamento per l’Azienda sanitaria: il Corpo garantisce ogni notte la presenza per l’atterraggio degli elicotteri sulla piazzola dell’ospedale di Arco.
Tra gli investimenti più significativi, l’acquisto di una minibotte antincendio pensata per i centri storici, mezzo specifico per operare nelle vie strette e nei nuclei antichi. L’arrivo è previsto nei prossimi mesi e rappresenterà un potenziamento importante per la sicurezza urbana.
È inoltre in programma l’adeguamento tecnologico della caserma, con un progetto di ammodernamento informatico e del sistema di telefonia e comunicazioni.

Il plauso della politica
Il riconoscimento è stato trasversale. La sindaca Arianna Fiorio ha sottolineato come i Vigili del fuoco siano «sempre i primi a intervenire» e come, dall’esterno, «non si comprenda fino in fondo la complessità e l’organizzazione della loro caserma» che porta alla massima efficienza sugli interventi.
Dai banchi del PD, Dario Ioppi ha aggiunto: «Possiamo davvero ritenerci fortunati ad avere un Corpo così funzionale sul nostro territorio. Possiamo dormire sonni tranquilli». Sulla stessa onda emotiva, anche Nicola Cattoi (CAmpobase), che ne ha apprezzato efficienza e disponibilità durante la crisi idrica dell’estate 2022. Mauro Ottobre (Arco Dinamica) ha sottolineato l’importanza del corpo come identità del territorio, ribadendo con fermezza la sua contrarietà alla fusione del corpo con altri comuni limitrofi. Dai banchi della maggioranza, il grazie sentito di Ivo Tamburini (Civica Olivaia), centrando l’intervento sull’importanza del volontariato per il nostro territorio.
Parole che hanno trovato eco nell’unanimità del voto, segno di un consenso che supera le appartenenze politiche. Perché se la politica divide su molte questioni, il valore del volontariato – soprattutto in Trentino – resta un punto fermo.

L’architrave del modello trentino
Quella dei Vigili del Fuoco volontari non è soltanto un’organizzazione efficiente. È un modello sociale. È la dimostrazione che una comunità può reggersi su responsabilità condivisa, formazione continua e spirito di servizio. Concetti ribaditi anche dal comandante Zanoni.
Ad Arco, come in tutto il Trentino, il volontariato non è un elemento accessorio: è struttura portante. E martedì sera, nell’aula consiliare, questa consapevolezza è emersa con chiarezza. Non solo nei numeri del bilancio, ma negli applausi – convinti e trasversali – rivolti a chi, ogni giorno, risponde alla chiamata senza chiedere nulla in cambio. (n.f.)

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