Articolo pubblicato il: 14/01/2026 alle 19:30
La Busa - Addio a Michela Miorelli di Ledro, il commosso saluto della coop. Arcobaleno
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Cronaca, Notizie

 

C’è un silenzio diverso, in queste ore invernali, che attraversa la Valle di Ledro. È il silenzio che segue le partenze improvvise, quelle che lasciano parole sospese e gesti interrotti. Michela Miorelli, vedova Merli, se n’è andata a soli 60 anni, lasciando una ferita profonda nella sua famiglia e in una comunità che l’ha conosciuta e amata per la sua umanità discreta, mai rumorosa.
La notizia della sua scomparsa ha colpito molti, perché Michela era una di quelle persone che non cercavano visibilità, ma che si facevano sentire ogni giorno, con la presenza, con la cura, con un sorriso capace di alleggerire anche le giornate più difficili. A darne il triste annuncio sono la figlia Eva, con Matteo, gli amatissimi nipoti Athena e Noè, insieme ai familiari tutti, uniti in un dolore composto ma profondo.
La cerimonia funebre si terrà giovedì 15 gennaio alle ore 15, nella Chiesa Parrocchiale della Presentazione di Maria, ad Enguiso, dove dalle ore 14 la salma sarà presente per l’ultimo saluto. Michela riposa ora nella camera ardente dell’Ospedale Santa Maria del Carmine. Un ringraziamento speciale, voluto dalla famiglia, è rivolto al reparto di terapia intensiva, per le cure attente e amorevoli prestate fino all’ultimo.

 

 

Ma a raccontare davvero chi fosse Michela sono le parole che arrivano da chi ha camminato con lei nel quotidiano. Un post pubblicato sui social da Arcobaleno Scs ha toccato il cuore di molti, restituendo un ritratto autentico, fatto di lavoro silenzioso e grande dignità umana.

“Ciao Michela, vogliamo ricordarti così, con il sorriso contagioso che ti illumina il viso”, scrivono i colleghi. “Trovare le parole giuste per ricordarti è difficile, ma lo vogliamo fare con delicatezza e sincerità”. Poi il dolore, senza filtri: “Te ne sei andata troppo presto e tutti noi oggi avvertiamo un grande senso di ingiustizia e di impotenza”.
Michela era un’assistente domiciliare. Un lavoro spesso invisibile, ma essenziale, che lei ha svolto con una dedizione che andava oltre il ruolo professionale. “Hai saputo portare dignità, conforto e calore laddove c’erano solo sofferenza e fatica”, ricordano. “Ti sei presa cura degli altri, anche quando questo significava stringere i denti, ingoiare le tue fragilità e andare avanti”.
Nel loro messaggio c’è tutta la forza gentile di Michela: “Hai condito la tua vita con dosi di umanità e ironia, ingredienti che ti hanno resa una forza della natura”. E infine il saluto più difficile, quello che non vorremmo mai scrivere: “Ora vola libera, dolce amica nostra, noi ti teniamo qui, vicina al cuore, dove si custodiscono i tesori più preziosi”.
Parole semplici, ma potentissime. Come semplice e potente era Michela Miorelli. Il suo ricordo continuerà a vivere nei gesti di chi ha aiutato, nelle case che ha attraversato in punta di piedi, nelle persone che oggi, salutandola, si scoprono un po’ più sole, ma anche più consapevoli di quanto valore possa avere una vita spesa per gli altri.

(n.f.)

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