
Quarant’anni e non sentirli. Anzi: celebrarli con una delle edizioni più partecipate, internazionali e apprezzate di sempre. «ArcoBonsai» 2026 ha spento le sue prime quaranta candeline trasformando ancora una volta la città di Arco in una capitale mondiale del bonsai, crocevia di culture, arte e passione capace di richiamare migliaia di visitatori da ogni angolo del pianeta.
Il bilancio dell’edizione 2026 è più che positivo. Straordinario. Complice un weekend fortunato e una formula ormai consolidata – organizzata quest’anno in collaborazione con Assocentro del presidente Mattia Detoni – ma sempre capace di rinnovarsi, la manifestazione ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento assoluto nel panorama bonsaistico europeo. Oltre 3000 visitatori, 300 convegnisti e più di 80 commercianti hanno animato la città, tra esposizioni, incontri, dimostrazioni artistiche e momenti di approfondimento culturale.
ArcoBonsai, però, non è soltanto una manifestazione. È un’atmosfera. È il dialogo silenzioso tra uomo e natura, la pazienza dell’arte manuale che incontra la bellezza visiva e la spiritualità della cultura orientale. È una comunità internazionale che ogni anno torna ad Arco per condividere conoscenze, tecniche e amicizie nate all’ombra di piccoli alberi capaci di raccontare mondi interi.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale. «L’amministrazione nutre grande stima e affetto nei confronti di Gabriele Sbaraini – commenta l’assessore alla cultura Max Floriani – che da 40 anni è l’anima pulsante di ArcoBonsai e ArcoFiori, manifestazioni tra le più importanti a livello turistico e culturale per la città di Arco. È un evento di livello internazionale, un fiore all’occhiello per gli appassionati di bonsai di tutto il mondo».
Ma il cuore più emozionante di questa quarantesima edizione è stato senza dubbio il riconoscimento tributato a Gabriele Sbaraini, storico presidente e fondatore della manifestazione, premiato dal Bonsai Clubs International (BCI), la più importante organizzazione mondiale del settore.
Parole dense di riconoscenza e stima sono arrivate direttamente dal presidente internazionale del BCI, Chen Chang, dagli Stati Uniti d’America: «A nome del Bonsai Clubs International è per me un grande onore porgerLe le mie più sincere congratulazioni in occasione della 40esima edizione di Arco Bonsai, un traguardo che testimonia la Sua straordinaria dedizione e visione».
Nel messaggio ufficiale, il BCI sottolinea come, dalla fondazione nel 1985, ArcoBonsai sia cresciuta «fino a diventare uno degli eventi bonsai più prestigiosi d’Europa, accogliendo maestri, artisti e appassionati da tutto il mondo». Un percorso costruito grazie a «instancabile impegno per l’arte del bonsai e per lo scambio culturale internazionale».
E ancora, forse il passaggio più significativo: «La 40esima edizione di Arco Bonsai è anche una celebrazione di Lei». Parole che racchiudono quarant’anni di lavoro, intuizioni e passione. Il presidente del BCI ha poi consegnato a Sbaraini una medaglia ufficiale «come segno del profondo rispetto e della sincera gratitudine di BCI».
Nata nel 1985 da un gruppo di amici appassionati, richiamati ad Arco dalla presenza di Carlo Oddone, la manifestazione è cresciuta anno dopo anno fino a diventare un autentico simbolo internazionale della città. Un evento capace di unire tradizione giapponese, cultura europea e vocazione turistica del Garda Trentino.
E mentre si chiude un’edizione destinata a restare negli annali, ArcoBonsai guarda già al futuro. Forte di una certezza: alcune radici, quando sono coltivate con amore, continuano a crescere per generazioni.
Nicola Filippi
