Articolo pubblicato il: 01/03/2026 alle 16:00
La Busa - Valle dei Laghi: creta, bambini e genitori protagonisti
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Notizie

 

Un castello che nasce dalle mani dei bambini, prende forma nella creta e diventa occasione di riflessione per un’intera comunità educante. Si chiude con una piccola esposizione diffusa sul territorio la rassegna “Educhiamoci ad Educare”, promossa dal Distretto Famiglia Valle dei Laghi, un percorso che nel corso dell’anno ha intrecciato laboratori, dialoghi e sperimentazioni attorno ai temi dell’infanzia e della genitorialità.

“Al Castello: fare e disfare con la creta”
L’ultima tappa del progetto prende forma nei manufatti e nelle riflessioni emerse dai laboratori “Al Castello: fare e disfare con la creta”, curati dall’atelierista Emma Meneghini della cooperativa La Coccinella, in collaborazione con l’Associazione InterAgiamo di Terlago. Un’esperienza che ha scelto volutamente un materiale “insolito” e insieme archetipico come la creta, capace di evocare manualità, trasformazione e possibilità di errore.
Ai bambini è stata proposta una sfida tutt’altro che banale: utilizzare l’argilla per rappresentare uno degli elementi simbolicamente più forti della Valle dei Laghi, il castello. Non un esercizio puramente tecnico o decorativo, ma un invito a misurarsi con la materia, con la propria immaginazione e con la traduzione concreta di un’idea.
La creta, duttile e resistente, diventa così strumento pedagogico prima ancora che artistico. Permette di costruire, modificare, distruggere e ricostruire. Consente di sperimentare il limite, di confrontarsi con la frustrazione e di scoprire che l’errore non è necessariamente uno scarto, ma parte integrante del processo creativo.

 

 

Le risorse dei bambini: immaginazione, tentativi, trasformazioni
Dietro ogni piccolo castello modellato emergono dinamiche educative profonde. La scelta del materiale e del tema sollecita competenze trasversali: coordinazione, capacità di pianificazione, problem solving, ma anche gestione delle aspettative e accettazione dell’imprevisto.
“Fare e disfare”, del resto, non è solo una modalità operativa, ma una metafora dell’apprendimento. Nel lavoro con la creta nulla è definitivo, ogni forma può essere rimessa in discussione. Un principio che rispecchia il modo in cui i bambini costruiscono conoscenze, attraverso tentativi, revisioni e continue ridefinizioni.

Il percorso parallelo dei genitori: sostenere l’errore
Accanto ai laboratori per l’infanzia, la rassegna ha sviluppato un percorso speculare dedicato agli adulti. Ai genitori sono state rivolte domande “insolite” e una richiesta altrettanto complessa: confrontarsi sul significato dell’errore e dell’errare nei processi educativi.
Un tema tutt’altro che marginale. In un contesto sociale spesso orientato alla prestazione e al risultato, il modo in cui l’adulto interpreta l’errore del bambino diventa un passaggio cruciale. È correzione immediata o occasione di crescita? È qualcosa da evitare o una dimensione inevitabile e persino necessaria dell’apprendimento?
L’iniziativa ha posto al centro proprio questa prospettiva: quali atteggiamenti degli adulti possono costituire una risorsa? La capacità di sospendere il giudizio, di accompagnare senza sostituirsi, di riconoscere il valore del tentativo e non solo dell’esito.

Le biblioteche come spazi di comunità
La restituzione pubblica del percorso avviene attraverso una piccola esposizione itinerante, ospitata in due luoghi simbolicamente significativi per la vita culturale locale:
– dal 4 al 18 marzo presso la Biblioteca Vallelaghi di Terlago
– dal 20 al 31 marzo presso la Biblioteca Valle di Cavedine
La scelta delle biblioteche non appare casuale. Non semplici contenitori di libri, ma presìdi culturali e spazi di incontro, capaci di accogliere linguaggi diversi e di favorire connessioni tra generazioni. In questo contesto, i manufatti dei bambini assumono il valore di narrazioni materiali, tracce visibili di un processo educativo condiviso.

Un progetto di territorio
Il percorso si inserisce nel più ampio quadro delle politiche territoriali per la famiglia e la coesione sociale, coinvolgendo la Comunità della Valle dei Laghi, i Comuni di Vallelaghi, Cavedine e Madruzzo, insieme all’Agenzia per la coesione sociale.
Al di là dell’evento espositivo, ciò che emerge è l’idea di un’educazione come responsabilità diffusa. Non confinata alle istituzioni scolastiche o ai servizi specialistici, ma costruita attraverso relazioni, sperimentazioni e spazi di dialogo tra famiglie, operatori e comunità.
In questo senso, la creta e i castelli diventano pretesti concreti per affrontare questioni più ampie: il valore dell’esperienza, il ruolo dell’errore, la qualità dell’accompagnamento adulto. Temi che attraversano silenziosamente la quotidianità educativa e che iniziative come “Educhiamoci ad Educare” riportano al centro del discorso pubblico.

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 01/03/2026 19:14
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