
La Val di Ledro piange la scomparsa di Angelo Foletto, critico musicale di primo piano nel panorama culturale italiano e figura profondamente legata al territorio. Foletto è morto dopo una lunga malattia all’età di 76 anni. La notizia ha suscitato cordoglio anche nella comunità ledrese, dove il suo nome è indissolubilmente legato alla nascita e alla crescita della rassegna musicale “Kawai a Ledro”. A ricordarlo con parole cariche di affetto è stato Renzo Mazzola, che oggi, 30 gennaio, ha affidato ai social un messaggio di commiato: «Purtroppo è venuto a mancare Angelo Foletto, profondo conoscitore della cultura e dell’arte, fondatore assieme all’amico Giuliano Pellegrini della nota rassegna musicale Kawai a Ledro, che ormai da alcuni anni si svolge in estate nella nostra bella Valle di Ledro. Riposa in pace Angelo».
Un legame, quello tra Foletto e la Valle di Ledro, che va ben oltre l’aspetto professionale. Nato a Pieve di Ledro nel 1949, Foletto non ha mai reciso il filo con la sua terra d’origine, contribuendo in modo determinante alla nascita di un progetto culturale che, nel tempo, è diventato un appuntamento di riferimento per la musica pianistica a livello nazionale e internazionale.
Una vita dedicata alla musica e alla divulgazione culturale
Laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano, Foletto aveva studiato anche al Conservatorio Giuseppe Verdi, costruendo fin da giovane una solida formazione musicale. Dopo le prime esperienze all’archivio musicale dell’Angelicum, del Teatro alla Scala e della Casa Musicale Sonzogno, aveva iniziato a scrivere per riviste specializzate come Discoteca Hi-Fi, Musica e Musica Viva.
Dal 1976 era diventato una delle firme storiche della critica musicale di Repubblica, affermandosi come una delle voci più autorevoli e rigorose del settore. Nel corso della sua carriera ha insegnato nei conservatori di Verona, Piacenza e Milano, oltre che alla Scuola Holden di Torino, e ha collaborato con numerose emittenti radiofoniche e televisive, tra cui Rai, Mediaset, Radiotelevisione della Svizzera Italiana e Radio Popolare.
Profonda anche la sua amicizia con grandi protagonisti della musica del Novecento, come Maurizio Pollini e Claudio Abbado, ai quali ha dedicato studi e pubblicazioni. Un impegno che lo ha reso, come ricordato in queste ore da numerosi esponenti del mondo musicale, un autentico “cantastorie della musica”, capace di raccontarla e renderla accessibile a un pubblico ampio senza mai rinunciare al rigore critico.
L’eredità culturale in Val di Ledro
Per la comunità ledrese, Angelo Foletto resta soprattutto una delle anime fondatrici della rassegna Kawai a Ledro, nata grazie alla sua visione e alla collaborazione con amici e operatori culturali del territorio. Una manifestazione che negli anni ha portato in valle grandi interpreti e giovani talenti, contribuendo a rafforzare il profilo culturale della Val di Ledro anche oltre i confini provinciali.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nel mondo della critica musicale italiana, ma anche in una valle che, attraverso la musica, aveva trovato in lui un ambasciatore colto e appassionato. Un’eredità che continua a vivere nelle note e nei progetti che Foletto ha saputo far nascere e crescere, anche nella sua terra natale. (n.f.)