Articolo pubblicato il: 06/09/2026 alle 18:00
La Busa - Un posto dove non sentirsi fuori posto: ad Arco si presenta “In My Place”
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Giovani, Notizie

 

A volte il primo passo non è una cura, un percorso strutturato o una presa in carico. È semplicemente trovare un posto dove entrare senza sentirsi giudicati, incontrare qualcuno, fermarsi, ricominciare lentamente a costruire relazioni. È da questa idea che nasce “In My Place”, il progetto sperimentale della cooperativa sociale Eliodoro dedicato ai giovani che attraversano situazioni di isolamento o fragilità e alle famiglie che, spesso silenziosamente, li accompagnano.
Dopo una prima presentazione a Riva del Garda, il progetto arriva ora ufficialmente ad Arco: l’appuntamento è per mercoledì 9 settembre alle 18.30 al Centro giovani intercomunale Cantiere 26, dove saranno illustrate attività, modalità di accesso e possibilità di partecipazione. L’incontro è gratuito e aperto a tutti.

 

 

Uno spazio che non è un ambulatorio
Il cuore dell’iniziativa è My Place, rivolto ai ragazzi e ai giovani tra i 16 e i 30 anni che vivono difficoltà relazionali, isolamento sociale, fragilità emotive o faticano a inserirsi in contesti di socialità.
Non è un servizio sanitario, non è un centro diurno e nemmeno un doposcuola. È uno spazio educativo e relazionale “a bassa soglia”, ospitato proprio a Cantiere 26 e aperto il mercoledì e il giovedì dalle 14.30 alle 17.30. Qui si può arrivare anche senza una formale richiesta dei servizi sociali: dopo un primo colloquio conoscitivo, ciascuno può frequentarlo rispettando i propri tempi e interessi.
Il pensiero va ai giovani usciti da percorsi in comunità che faticano a trovare nuovi punti di riferimento, a chi vive forme di ritiro sociale, a ragazzi con fragilità emotive e anche ai Neet, giovani che non studiano e non lavorano e che, dietro quella condizione, possono nascondere difficoltà relazionali profonde.

Non soltanto i ragazzi: sostegno anche alle famiglie
“In My Place” lavora però su un secondo versante altrettanto delicato: quello di genitori, familiari e caregiver.
È previsto uno sportello gratuito e riservato di ascolto psicologico, affidato a un professionista e pensato come primo sostegno, non come psicoterapia, per chi affronta quotidianamente disabilità o fragilità anche importanti.
A questo si affiancano i gruppi Ama, di Auto Mutuo Aiuto, con incontri mensili nei Comuni del Distretto famiglia Alto Garda: Arco, Riva del Garda, Dro, Tenno e Ledro. Due i percorsi distinti, uno rivolto ai genitori di minori con fragilità o disabilità e l’altro ai familiari di persone adulte. A guidarli saranno facilitatori formati, con la supervisione di uno psicologo.

Mascher: «Il pubblico deve fare la sua parte»
Dietro il progetto c’è una filosofia che richiama da vicino quella indicata nei mesi scorsi dall’assessore arcense alle politiche sociali e giovanili Mattia Mascher, parlando del lavoro sviluppato all’interno del Distretto famiglia Alto Garda.
Di fronte a fenomeni sociali sempre più complessi, aveva sottolineato Mascher, le famiglie sono state troppo spesso lasciate sole: «È venuto il momento che il pubblico faccia la sua parte», affrontando i problemi non soltanto individualmente ma costruendo risposte collettive e un vero lavoro di squadra.
Ed è esattamente la direzione di “In My Place”: mettere insieme Eliodoro, enti pubblici, famiglie, professionisti, volontari e comunità, trasformando una fragilità individuale in una responsabilità condivisa.
Il progetto nasce infatti dalla collaborazione con la rete del Distretto famiglia Alto Garda, con il sostegno di Itas Mutua e Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto.
Mercoledì 9 sera a Cantiere 26 non si presenterà dunque soltanto un nuovo servizio. Si proverà a costruire qualcosa di più difficile e, forse, ancora più necessario: un luogo nel quale nessuno debba sentirsi fuori posto. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 07/09/2026 20:33
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