Articolo pubblicato il: 07/11/2026 alle 08:00
La Busa - Tassa di soggiorno, Federalberghi Veneto sfida Roma: «I soldi dei turisti restino sul Garda»
Posted By Redazione
Categoria: Economia, Notizie, Turismo

I soldi versati dai turisti devono restare nei territori che li accolgono. Non finire nelle casse dello Stato, sottraendo risorse ai Comuni e rischiando di far lievitare il costo delle vacanze. È un messaggio forte quello che arriva da Federalberghi Garda Veneto, schierata al fianco dei sindaci della sponda veronese contro l’ipotesi, contenuta nella manovra finanziaria per il 2027, di destinare allo Stato il 30% del maggior gettito derivante dagli aumenti dell’imposta di soggiorno deliberati dalle amministrazioni comunali.

 

 

Una questione che va ben oltre la fiscalità. Riguarda il futuro dell’accoglienza, la manutenzione del territorio e il delicato equilibrio tra turismo e qualità della vita dei residenti.
«Non possiamo accettare che risorse prodotte sul territorio vengano utilizzate per altre finalità, senza alcuna garanzia che tornino a beneficio delle destinazioni turistiche», afferma Ivan De Beni, nella foto, presidente di Federalberghi Garda Veneto.
La preoccupazione è concreta. L’imposta di soggiorno rappresenta per numerosi Comuni gardesani un’importante fonte di finanziamento per servizi, sicurezza, mobilità, decoro urbano e interventi legati all’accoglienza. Risorse tanto più necessarie in un territorio che ogni anno ospita milioni di pernottamenti, con una pressione considerevole sulle infrastrutture.
Il meccanismo contestato riguarda gli incrementi, non l’intera imposta. Se un Comune decidesse di aumentare le tariffe, il 30% del maggior gettito verrebbe destinato alle finalità previste dalla normativa statale, anziché rimanere interamente nella disponibilità locale. Un sistema di ripartizione già previsto per gli incrementi del 2026 e ora al centro del nuovo confronto politico.
Federalberghi teme soprattutto un effetto a catena: meno risorse disponibili per i Comuni, nuovi aumenti delle tariffe per compensare le minori entrate e, alla fine, un conto più salato per i visitatori. «Oggi possiamo affermare che sul Garda veneto l’imposta di soggiorno ha raggiunto un equilibrio sostenibile per i nostri ospiti», osserva De Beni. Il presidente richiama in particolare le famiglie, componente fondamentale del turismo gardesano. Anche un rincaro apparentemente modesto, moltiplicato per più persone e diversi pernottamenti, può incidere sul costo complessivo della vacanza. «Il rischio concreto è che, per recuperare le risorse sottratte, alcuni Comuni decidano di aumentare l’imposta, innescando un effetto domino», avverte.
Non si tratta, dunque, di aumenti già deliberati, ma di una possibile conseguenza economica che gli albergatori chiedono di prevenire.
Sull’altra sponda del lago, nel Garda Trentino, il sistema funziona diversamente. Qui l’imposta di soggiorno è provinciale e viene riscossa attraverso Trentino Riscossioni. La parte principale delle entrate sostiene il sistema turistico territoriale, comprese le attività delle Aziende per il Turismo.
Una quota specifica ritorna direttamente ai Comuni: il 50% del gettito proveniente dagli alloggi a uso turistico, al netto degli oneri di gestione.
Nel gennaio scorso la Provincia di Trento ha approvato trasferimenti complessivi per 910.906 euro a 159 Comuni, riferiti al periodo novembre 2024-ottobre 2025. Tra i beneficiari figurano Riva del Garda, con oltre 72mila euro, e Arco, con 48.806 euro. Risorse utilizzabili anche per rafforzare i controlli sulla regolarità dell’accoglienza.
Due modelli differenti, quindi, ma una questione comune: quanto del denaro generato dal turismo deve tornare direttamente a beneficio delle comunità che ne sostengono il peso?
Sul Garda veneto Federalberghi chiede che venga preservato il legame tra imposta e territorio. Nel Trentino autonomo la distribuzione passa invece attraverso regole provinciali, finanziamenti alle APT e trasferimenti mirati ai Comuni. «Il principio alla base dell’imposta di soggiorno è chiaro: chi visita una destinazione contribuisce al mantenimento e al miglioramento dei servizi di cui beneficia», sottolinea De Beni. E la conclusione è altrettanto netta: «Le risorse generate dal turismo devono rimanere a disposizione dei territori che lo accolgono».
Una posizione destinata ad alimentare il dibattito mentre la manovra prosegue il suo percorso parlamentare. Perché, sulle rive del Garda, il turismo è una ricchezza. Ma mantenerne qualità, equilibrio e sostenibilità ha un costo. E qualcuno deve pur sostenerlo. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 07/11/2026 08:24
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