
Non soltanto il ricordo dell’amministratore capace, dell’uomo delle istituzioni e del presidente che per quasi vent’anni ha accompagnato la crescita di Riva del Garda Fierecongressi. Nelle parole con cui il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni saluta Roberto Pellegrini c’è soprattutto il dolore personale per la perdita di un amico e di un punto di riferimento.
«La scomparsa di Roberto Pellegrini priva Riva del Garda di una delle figure che hanno contribuito con competenza, passione e appartenenza alla crescita della sua comunità», sottolinea Zanoni, ripercorrendo una storia iniziata nella politica, quella dei partiti di un tempo e dell’impegno vissuto come servizio, proseguita in Consiglio comunale e poi nel mondo della cooperazione e nelle realtà economiche del territorio.
Una concezione dell’impegno pubblico che, secondo il sindaco, Pellegrini ha portato con sé in ogni esperienza. Il lavoro, per lui, non sarebbe mai stato semplicemente un’occupazione, ma lo strumento attraverso il quale trasformare in fatti i valori nei quali credeva e contribuire all’interesse generale.
Il passaggio centrale della sua lunga attività rimane inevitabilmente la presidenza di Riva del Garda Fierecongressi. E qui Zanoni utilizza una definizione che racchiude il ruolo assunto da Pellegrini negli anni: «Roberto è stato “il Presidente”». Non semplicemente l’uomo chiamato a ricoprire un incarico, ma una figura riconosciuta come riferimento per credibilità, equilibrio e capacità di guida. Anche le numerose riconferme alla testa della società, osserva il sindaco, sono state la testimonianza della fiducia costruita nel tempo.
Durante la sua presidenza Riva del Garda Fierecongressi è cresciuta e ha rafforzato la propria presenza internazionale, contribuendo allo stesso tempo alla promozione della città. Pellegrini, ricorda Zanoni, riusciva a far convivere due mondi: il forte attaccamento alla sua Albola, della quale parlava con orgoglio, e una dimensione professionale che lo portava a confrontarsi quotidianamente con interlocutori e realtà internazionali.
Ma il segno lasciato nella comunità rivana, secondo il sindaco, va ben oltre gli incarichi. Pellegrini aveva costruito negli anni una vastissima rete di rapporti e conoscenze, mettendola spesso a disposizione degli altri. Conosceva profondamente il tessuto sociale della città e, di fronte a un problema, cercava una soluzione, un contatto, una possibilità.
È nella parte più personale del ricordo, però, che le parole di Zanoni assumono un tono particolarmente intenso.
«Ho perso un amico», afferma il sindaco. Un legame costruito sulla fiducia, sulla condivisione e sulla certezza di poter trovare in Pellegrini una persona pronta ad ascoltare e ad aiutare. «Mi ha donato tutto quello che poteva donarmi: il suo tempo, i suoi consigli, la sua esperienza, la sua amicizia. Di questo gli sarò riconoscente per sempre».
Zanoni ricorda infine la tenacia con cui Pellegrini ha affrontato anche l’ultima e più difficile prova, mantenendo fino alla fine quello spirito combattivo che aveva caratterizzato la sua vita. Da qui anche il messaggio che, secondo il sindaco, rimane come una delle sue eredità: non smettere di guardare avanti, credere nelle persone, costruire e continuare a sognare.
Un’eredità che Riva del Garda conserverà attraverso le opere, le relazioni e i valori lasciati da Pellegrini. A nome dell’Amministrazione comunale e personale Zanoni ha espresso il cordoglio e la vicinanza alla famiglia, concludendo il suo saluto con poche parole che uniscono la dimensione pubblica e quella privata: «Riva del Garda sarà sempre grata a Roberto Pellegrini per quanto ha saputo donare alla sua comunità. Io gli sarò sempre grato per l’amico che è stato».