Articolo pubblicato il: 12/04/2026 alle 18:21
La Busa - Riva, il grazie dei familiari dei Martiri del ’44: “Un segno di rispetto per chi ha dato la vita”
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Storia

 

“La Vostra scelta rappresenta non solo un atto simbolico di grande valore morale, ma anche un segno di rispetto verso la memoria di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la libertà, la dignità umana e i valori democratici”. È un passaggio centrale, intenso, quello contenuto nella lettera inviata alla redazione de La Busa online dai familiari di Enrico Meroni ed Eugenio Impera, Martiri del 28 giugno 1944, all’indomani della decisione del Consiglio comunale di Riva del Garda di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferita nel 1924.
Una lettera che non si limita a un ringraziamento formale, ma che restituisce il significato profondo di una scelta che tocca la memoria, la storia e l’identità della comunità.

 

 

Il cuore della lettera: memoria e riconoscenza
“Desideriamo esprimere la nostra più sentita riconoscenza”, scrivono i familiari, sottolineando come la decisione del Consiglio comunale rappresenti un gesto capace di andare oltre il piano amministrativo.
Nel testo emerge con forza il legame tra il provvedimento e la memoria di Enrico Meroni ed Eugenio Impera, figure della Resistenza locale che pagarono con la vita il loro impegno per la libertà.
“È un gesto che riafferma con chiarezza quali siano i principi che oggi guidano la comunità di Riva del Garda e che contribuisce a costruire una memoria pubblica più giusta e consapevole”, si legge ancora nella lettera.
Parole che collocano la scelta del Consiglio in una dimensione più ampia, quella della responsabilità collettiva nel custodire e trasmettere i valori democratici.

Un fondamento etico per il futuro
Il passaggio forse più significativo riguarda il senso prospettico attribuito alla decisione: la memoria non come semplice ricordo, ma come “fondamento etico per le generazioni future”.
I familiari parlano infatti di “impegno nel preservare e onorare la storia”, evidenziando come la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini contribuisca a rafforzare una coscienza civile condivisa.
Un messaggio che lega il passato al presente, e che trova nella sede istituzionale del Consiglio comunale il luogo in cui questa consapevolezza si traduce in atto concreto.

Il ricordo della Resistenza
Nella lettera trova spazio anche un ringraziamento sentito al partigiano Valerio Tosi, ricordato come “amico e compagno di lotta” di Meroni e Impera, per il suo intervento da remoto durante la seduta consiliare.
Una testimonianza che ha riportato in aula la voce diretta di quella stagione storica, rafforzando il valore simbolico e umano della decisione.

Il sindaco: “Una bella pagina per Riva”
A sottolineare il significato istituzionale della scelta è intervenuto anche il sindaco Alessio Zanoni, che sabato 11 aprile sui social ha parlato di “una bella pagina per Riva del Garda”.
Zanoni ha evidenziato la capacità del Consiglio comunale di ritrovarsi unito “nel riaffermare valori fondanti della nostra democrazia”, ringraziando anche le forze di opposizione, come pure “il consigliere Mamone che – scrive il primo cittadino rivano -, impossibilitato a partecipare, ha voluto farmi giungere la sua condivisione“, che hanno appoggiato il provvedimento.
Un passaggio che richiama il clima emerso in aula: una convergenza trasversale su un tema che supera le appartenenze politiche e si colloca sul piano dei valori.

Un voto unanime che segna un passaggio
Il Consiglio comunale ha infatti approvato la revoca all’unanimità, senza voti contrari né astensioni. Un dato che rafforza il significato della decisione e che trova nelle parole dei familiari una conferma ulteriore del suo impatto.
La scelta di cancellare un riconoscimento conferito nel 1924, in un contesto storico segnato dal regime, assume così il valore di una presa di posizione chiara tra memoria e democrazia.

Una comunità che si riconosce nei suoi valori
“Con viva riconoscenza”, si chiude la lettera firmata dai familiari di Enrico Meroni ed Eugenio Impera.
Un ringraziamento che diventa, al tempo stesso, una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni e sulla capacità di una comunità di riconoscersi nei propri valori fondanti.
La revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini si inserisce così in un percorso che non riguarda solo il passato, ma che parla al presente e guarda al futuro, nel segno della memoria, della consapevolezza e della responsabilità condivisa.
Nicola Filippi

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