
Il grande prato verde alle spalle dell’Hotel Ciclamino rischia di trasformarsi, dal 3 al 6 settembre, nel luogo più sorvegliato e discusso del Trentino. Mentre prende sempre più consistenza l’arrivo a Pietramurata di “Ritorno a Camelot”, il raduno internazionale organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, si allarga anche nell’Alto Garda il fronte politico contrario alla manifestazione. Dopo le prese di posizione arrivate nei giorni scorsi, ora sono i Circoli del Partito Democratico di Riva del Garda, Arco e Dro a intervenire congiuntamente. E lo fanno con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: «Difendere la democrazia, respingere l’odio».
«Alla luce delle notizie riguardanti il raduno di gruppi neofascisti e neonazisti a Pietramurata – scrivono Tiziano Chizzola, Renato Miorelli e Michele Toccoli, segretari rispettivamente dei Circoli PD di Riva, Arco e Dro – ribadiamo con fermezza che non può esserci spazio per manifestazioni che negano i valori costituzionali e alimentano discriminazione, violenza e intolleranza».
Quattro giorni sotto osservazione
“Ritorno a Camelot” è annunciato dal 3 al 6 settembre e dovrebbe richiamare in Trentino centinaia di partecipanti provenienti dall’Italia e dall’estero, con concerti, incontri e gruppi riconducibili alla scena dell’estrema destra radicale europea.
Nelle ultime ore il quadro sulla sede si è fatto più definito: l’evento è previsto negli spazi dell’Hotel Ciclamino di Pietramurata, dove sono già visibili strutture in allestimento nell’area esterna. Per la manifestazione risulterebbe richiesta un’area concerti con capienza fino a 600 persone.
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito venerdì 28 agosto al Commissariato del Governo, non ha disposto al momento alcun divieto. Le autorità stanno verificando tutti i profili giuridici e di sicurezza e torneranno a riunirsi il 2 settembre. Il messaggio del Commissariato è comunque netto: la proprietà privata «non costituisce una zona franca» e, in presenza di violazioni o concreti rischi per l’ordine pubblico, potranno essere adottati i provvedimenti previsti dalla legge.
Da Dro all’Alto Garda cresce il fronte del no
Le reazioni politiche erano iniziate già nei giorni scorsi. Il PD di Dro-Drena aveva chiesto alla sindaca Ginetta Santoni una presa di posizione e la convocazione urgente del Consiglio comunale. La consigliera provinciale e regionale Michela Calzà aveva poi lanciato un appello ancora più duro: «Pietramurata non può diventare ostaggio, fisicamente e moralmente, di chi si richiama al nazismo». Sul piano nazionale sono intervenuti la deputata PD Sara Ferrari e Angelo Bonelli di AVS, mentre anche la CGIL ha espresso la propria contrarietà alla manifestazione.
Adesso il messaggio supera i confini di Dro e diventa una presa di posizione dell’intero Alto Garda democratico e antifascista.
«Il Trentino è terra di libertà, autonomia e convivenza civile: principi conquistati con sacrificio e da tutelare ogni giorno», sottolineano i tre Circoli. E aggiungono: «Ogni iniziativa che promuova ideologie di odio razziale, antisemitismo o suprematismo è incompatibile con la nostra democrazia e offende la memoria di chi ha lottato per essa».
Una coincidenza rende il calendario ancora più delicato: il 5 settembre, proprio mentre il raduno sarà in corso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in Regione per le celebrazioni degli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber.
Per questo Chizzola, Miorelli e Toccoli chiedono alle istituzioni di «vigilare e garantire affinché il territorio resti luogo di dialogo, rispetto e pace».
Ora gli occhi sono puntati sul 2 settembre, quando il Comitato tornerà a riunirsi. Sul grande prato di Pietramurata intanto fervono i preparativi. E attorno a quel prato, giorno dopo giorno, cresce una battaglia politica e civile destinata a non spegnersi fino alla vigilia del raduno. (n.f.)