
È partita il 15 giungo da Tenno l’edizione 2026 di “Ci sto? Affare Fatica!“, il progetto di cittadinanza attiva che coinvolge adolescenti e giovani nella cura degli spazi pubblici e dei beni della comunità, trasformando il periodo estivo in un’occasione di crescita personale, impegno civico e partecipazione.
La prima giornata di attività ha visto ragazze e ragazzi mettersi al lavoro sul territorio, affiancati da tutor e volontari, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla valorizzazione degli spazi comuni e al miglioramento dell’ambiente in cui vivono.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuliano Marocchi ha accolto con entusiasmo l’avvio dell’iniziativa, ringraziando in particolare il presidente dell’Asuc di Pranzo, Giorgio Stoppini, per il sostegno garantito al progetto, così come Mauro Guella e Chiara Guella per il prezioso contributo offerto durante la prima giornata.
Ma “Ci sto? Affare Fatica!” è molto più di un semplice progetto estivo. Si tratta di una delle iniziative educative più significative del territorio, promossa e coordinata dall’Associazione Giovani Arco, che ne cura il coordinamento e la gestione coinvolgendo una vasta rete di realtà pubbliche e private.
Sono infatti dieci i comuni aderenti al progetto, insieme alla Comunità Valle dei Laghi, alla Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto, ad Assocentro, Confcommercio, G&P Servizi e a numerosi soggetti del territorio che ne sostengono la realizzazione.
L’iniziativa punta a contrastare concretamente uno dei luoghi comuni più diffusi sulle nuove generazioni. I numeri registrati negli ultimi anni e l’entusiasmo dei partecipanti dimostrano infatti come molti giovani siano pronti a impegnarsi quando vengono offerte opportunità autentiche e significative.
Accanto all’aspetto pratico, il progetto rappresenta un importante percorso di educazione civica: i partecipanti imparano il valore della collaborazione, del lavoro manuale e della cura del bene comune attraverso attività concrete svolte a favore della collettività.
Particolarmente significativo è anche il valore intergenerazionale dell’iniziativa. I ragazzi lavorano infatti accanto a tutor tra i 20 e i 30 anni e a handymen e handywomen, spesso pensionati o volontari senior, creando uno scambio di esperienze, competenze e relazioni che arricchisce tutte le persone coinvolte.
Per le famiglie, inoltre, il progetto rappresenta un’importante opportunità educativa durante il periodo estivo, offrendo attività di qualità per una fascia d’età, quella adolescenziale, che spesso dispone di poche proposte strutturate sul territorio.
Un investimento sul futuro delle comunità locali che passa attraverso l’impegno, la responsabilità e il desiderio dei giovani di sentirsi parte attiva del proprio territorio.
(n.f.)