
Si è svolta oggi, domenica 10 maggio, a Pratosaiano di Arco, la tradizionale celebrazione di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, appuntamento centrale della manifestazione “Pratosaiano 2K26”, organizzata dalla locale Associazione Sant’Isidoro. Una giornata molto partecipata che ha unito fede, tradizione contadina e spirito di comunità, confermando ancora una volta il forte legame che la piccola frazione arcense conserva con le proprie radici.
La mattinata si è aperta con la Santa messa dedicata al patrono, seguita dalla processione nelle vicine stradine di campagna e dalla benedizione dei mezzi agricoli, in una cornice che racconta ancora oggi l’anima agricola di Pratosaiano.
La festa proseguirà anche la prossima settimana con un ricco calendario di appuntamenti tra cucina tipica, musica dal vivo, spettacoli e intrattenimento per tutte le età. Si tratta della sagra tradizionale più grande organizzata nel comune di Arco, resa possibile grazie al lavoro instancabile di decine di volontari che ogni anno dedicano tempo ed energie alla riuscita dell’evento.
A raccontare il dietro le quinte della manifestazione è il presidente dell’Associazione Sant’Isidoro, Andrea Calzà.
«Il direttivo è composto da sette persone – spiega – oltre a me ci sono Cesare Bertamini, Aurelio Zanoni, Michele Perini, Alessio Perini, Monica Benamati e Antonella Zanoni. Ma sono circa cento i soci che collaborano concretamente alla buona riuscita della festa e alle altre iniziative che organizziamo durante l’anno, come Natale e Santa Lucia».
Un gruppo trasversale, che coinvolge tutte le generazioni. «La fascia d’età va dai ragazzini fino ai pensionati. Ognuno dà una mano secondo le proprie possibilità: i pensionati, ad esempio, si occupano del montaggio del tendone sotto la supervisione del tecnico responsabile, mentre i più giovani sparecchiano i tavoli o vendono i biglietti della sottoscrizione. Ma un grande lavoro è svolto anche in cucina, al bar e nella preparazione degli eventi».
Dietro alla manifestazione c’è un lavoro enorme: «Ci vogliono circa venti giorni per allestire tutto e altrettanti per smontare. Ma ci teniamo tantissimo a questa tradizione che porta nel nostro paese migliaia di persone di tutte le età».
Calzà sottolinea soprattutto il valore umano dell’associazione: «Siamo un bellissimo gruppo perché riusciamo a coinvolgere i giovani che, speriamo, porteranno avanti la tradizione. Anch’io, quando sono entrato nel 2015, l’ho fatto perché fin da ragazzo avevo sempre collaborato alla festa occupandomi della parte musicale. Alcuni volontari arrivano anche da Arco, Riva e Dro: li abbiamo coinvolti nel tempo e partecipano con entusiasmo. C’è un clima di vera amicizia e restiamo in contatto tutto l’anno per organizzare iniziative sempre più belle».
La grande novità di quest’anno riguarda il futuro della manifestazione e dell’intera comunità. L’Associazione Sant’Isidoro ha infatti recentemente acquistato un’area all’ingresso del paese, vicino alla chiesa, al parco giochi e al futuro parcheggio in fase di realizzazione da parte del Comune con il contributo di Friz Hurth.
«Quella zona diventerà un prato dove i ragazzi potranno giocare liberamente – racconta il presidente – e nei prossimi anni sarà anche la sede della nostra festa. Sarà uno spazio dedicato all’intera comunità». Un investimento importante che dimostra quanto l’associazione guardi non soltanto all’organizzazione della sagra, ma anche alla qualità della vita della frazione.
«Ringrazio gli enti pubblici e tutti gli sponsor – conclude Calzà – perché senza il loro sostegno la festa non sarebbe possibile».
Pratosaiano, pur essendo una delle frazioni più piccole di Arco con poche centinaia di abitanti, riesce così ogni anno a dare vita a una delle manifestazioni più partecipate e apprezzate dell’intero territorio arcense, grazie a un forte senso di appartenenza e alla collaborazione tra residenti.
La frazione rappresenta uno degli antichi nuclei rurali della valle del Sarca. Favorita dalla posizione pianeggiante e dalla vicinanza alle storiche vie di collegamento tra il Garda e il Trentino interno, l’area mostra tracce di frequentazione già in epoca romana, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici segnalati presso i “Casali di Prato Saiano”.
Nel Medioevo e nell’età moderna Pratosaiano si sviluppò come borgata agricola legata alla contea di Arco. In questo contesto emerse la famiglia Saiani, o “de Saiano”, appartenente alla piccola nobiltà locale e collegata alla storia feudale del territorio arcense. La tradizione collega inoltre il nome “Saiano” all’antico Castel Seiano, posto sulle alture vicine tra Arco e Riva del Garda.
Nel corso dei secoli il territorio ha mantenuto una forte vocazione agricola, legata soprattutto a vigneti, oliveti e colture tipiche del basso Trentino.







