
Si è chiusa con una serata intensa e molto partecipata la mostra di pittura organizzata dall’associazione Il Paradosso presso lo Spazio Nemos di Bolognano. Il finissage dell’esposizione dedicata al tema “Natale in… contemporanea” ha saputo trasformare la conclusione del percorso espositivo in un evento artistico originale, capace di coinvolgere il pubblico attraverso un dialogo inedito tra linguaggi diversi.
Al centro della mostra 21 opere pittoriche selezionate che hanno proposto una lettura personale e non convenzionale del Natale. Lontane dalla retorica tradizionale le opere hanno aperto riflessioni intime, sociali e simboliche offrendo uno sguardo contemporaneo su una ricorrenza spesso raccontata in modo stereotipato.
A rendere il finissage particolarmente significativo è stata una performance che ha unito pittura e musica in un’esperienza immersiva: a ogni opera è stato abbinato un brano musicale selezionato tramite intelligenza artificiale, creando un percorso sensoriale in cui immagini e suoni si sono rafforzati reciprocamente. Un esperimento riuscito, che ha incuriosito e coinvolto il pubblico presente.
La direzione artistica di Nicola Morandi e Sabrina Berti ha accompagnato l’intero progetto con equilibrio e visione, valorizzando sia il lavoro degli artisti sia la dimensione sperimentale dell’evento. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è apparso come un semplice elemento tecnologico, ma come uno strumento creativo capace di ampliare la percezione delle opere e stimolare nuove modalità di fruizione artistica.
Numerosa la partecipazione del pubblico, che ha seguito con attenzione la performance e ha espresso apprezzamento per una chiusura di mostra trasformata in un momento di condivisione, ascolto e riflessione. Un riscontro positivo che conferma il ruolo dell’associazione Il Paradosso come realtà attenta alla ricerca e all’innovazione nel panorama dell’arte contemporanea locale.
Nel concorso abbinato alla mostra, il primo premio è stato assegnato all’opera “Calendario dell’avvento europeo 2025” di Edgar Caracristi, mentre il secondo premio è andato a “Intimità” di Matteo Boato.
Dopo un mese di esposizione, circa 300 visitatori e la partecipazione attenta e curiosa di un centinaio di bambini della vicina scuola elementare – molti dei quali si sono avvicinati per la prima volta all’arte contemporanea – la mostra si chiude lasciando aperte nuove prospettive di dialogo tra arte, tecnologia ed emozione. Una conclusione che, più che segnare una fine, rappresenta un punto di partenza.

