Articolo pubblicato il: 29/08/2026 alle 14:00
La Busa - Monte Velo, si celebrano i settant’anni dell’Altare dell’Alpino
Posted By Redazione
Categoria: Notizie, Storia, Tradizioni

 

Dal progetto nato nel 1955 all’inaugurazione nel 1956: domenica 30 agosto le Penne Nere di Arco celebrano i settant’anni di un monumento diventato luogo di memoria per un’intera comunità.
Settant’anni sono trascorsi da quel 5 agosto 1956 quando sul Monte Velo venne inaugurato l’Altare dell’Alpino, destinato a diventare un luogo caro non soltanto alle Penne Nere, ma all’intera comunità arcense. La ricorrenza, celebrata domenica 30 agosto, offre l’occasione per tornare alle origini del monumento e riscoprire una storia che racconta anche l’Arco degli anni Cinquanta.

 

 

Tutto ebbe inizio nel marzo 1955, quando il Gruppo Alpini di Arco comunicò al Comune l’intenzione di organizzare un raduno di Penne Nere e di costruire sul Monte Velo una cappella «in ricordo degli alpini caduti».
Erano trascorsi appena dieci anni dalla conclusione della Seconda guerra mondiale. I lutti e le ferite provocati dal conflitto erano ancora vivi in molte famiglie e ricordare chi non era tornato rappresentava qualcosa di più di una celebrazione: era quasi un dovere morale.
Il progetto era ambizioso, soprattutto perché le casse del Gruppo erano praticamente vuote. Ma gli alpini decisero di partire comunque, confidando nell’aiuto del Comune, degli enti e della popolazione. Individuato il terreno sul Monte Velo, nel febbraio 1956 il Consiglio comunale deliberò di contribuire alla costruzione di «un altare marmoreo a Monte Velo, in ricordo degli Alpini Caduti in Guerra», assumendosi le spese per la piattaforma e il muro di sostegno. Quest’ultimo venne affidato al maestro scalpellino di Massone Giacomo Marcabruni, che si impegnò a completarlo entro il 7 luglio, con una penale di duemila lire per ogni giorno di ritardo.
Anche la progettazione ebbe diverse fasi. Un primo disegno venne realizzato dal geometra Valerio Ioppi, capogruppo degli Alpini di Arco, ma risultò troppo impegnativo. Venne quindi coinvolto fra Silvio Bottes, giovane scultore francescano attivo al convento delle Grazie, che elaborò un bozzetto molto più vicino all’opera poi realizzata. Per la lavorazione del marmo ci si affidò infine all’impresario roveretano Onorato Scanagatta. Restava da trovare il denaro. La raccolta fondi coinvolse tutta la città: contribuirono l’Azienda Autonoma di Soggiorno, le industrie, i numerosi sanatori allora presenti ad Arco, le attività commerciali e turistiche, le famiglie dei caduti e tanti semplici cittadini. Nel frattempo vennero individuati i nomi degli alpini arcensi caduti in guerra, destinati a essere incisi sulla lapide dell’Altare.
L’inaugurazione venne fissata per domenica 5 agosto 1956. Nelle settimane precedenti alpini e simpatizzanti furono invitati a salire sul Velo per prestare volontariamente il proprio lavoro e completare i preparativi.
A raccontare quella giornata rimane la preziosa cronaca di Giovanni Morandi, alpino e corrispondente del quotidiano L’Adige. Nell’articolo pubblicato il 7 agosto descrisse una delle più partecipate e commoventi manifestazioni alpine, con centinaia di Penne Nere e una folla di alcune migliaia di persone. La cerimonia iniziò con l’alzabandiera e l’Inno nazionale cantato dai bambini della colonia San Vincenzo. Seguirono la benedizione dell’Altare e la Messa celebrata da don Onorio Spada, cappellano degli Alpini. Tra le autorità erano presenti il sindaco di Arco Camillo Lutteri, il vicepresidente nazionale dell’A.N.A. Gerolamo Meda e l’ufficiale degli Alpini Leonida Scanagatta. Poi il rancio, lo spaccio e una festa che continuò fino a sera.
Morandi concluse la sua cronaca con un’immagine suggestiva: la notte ormai scesa sul Velo, il marmo bianco dell’Altare avvolto dalle ombre e gli ultimi alpini ancora riuniti, con lo sguardo rivolto verso le montagne, a rievocare volti e ricordi dei compagni caduti.

 

Settant’anni dopo gli Alpini di Arco, oggi guidati dal capogruppo Giorgio Vivori, tornano sul Monte Velo per ricordare quel 5 agosto 1956 e tutto ciò che l’Altare continua a rappresentare.
La celebrazione di domenica 30 agosto inizierà alle 10.15 con il ritrovo presso l’Altare dell’Alpino. Alle 10.45 sono previsti i saluti di benvenuto e l’alzabandiera, mentre alle 11 sarà celebrata la Messa in onore dei Caduti, con la deposizione della corona d’alloro. Alla celebrazione parteciperanno il coro “Castel” della SAT di Arco e la Fanfara Alpina “Valle dei Laghi”. Seguiranno gli interventi istituzionali.
Alle 12.30 l’associazione “Monte Velo” offrirà l’aperitivo a tutti i presenti, seguito dal tradizionale “mangia e bevi” curato dal Gruppo Alpini di Arco. Nell’occasione verrà inoltre distribuito un opuscolo dedicato alla storia dell’Altare.
Settant’anni dopo, dunque, le Penne Nere tornano nello stesso luogo. Sono cambiate le generazioni e profondamente cambiata la città che si vede dal Velo. L’Altare è ancora lì e i nomi incisi nel marmo continuano a ricordare una storia che appartiene non soltanto agli Alpini, ma all’intera comunità di Arco.

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