Articolo pubblicato il: 01/07/2026 alle 15:06
La Busa - Maxi operazione della Finanza, pesce scaduto in alcuni ristoranti sul Garda
Posted By Redazione
Categoria: Cronaca, Notizie

 

Si è conclusa l’operazione “NAXOS”, l’attività di controllo sulla filiera ittica coordinata a livello regionale dal Centro di Controllo Area Pesca (CCAP) della Direzione Marittima di Venezia.
L’operazione ha portato al sequestro di circa 2 tonnellate di prodotti ittici scaduti oppure privi dei requisiti previsti dalla normativa in materia di etichettatura e tracciabilità. Nel corso di 32 ispezioni sono state contestate 9 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa 25 mila euro.
I controlli a terra hanno interessato l’intero territorio di competenza della Direzione Marittima di Venezia, comprendendo la Lombardia orientale, il Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano e la provincia di Pordenone.

 

 

L’attività ispettiva è iniziata nei ristoranti delle principali località turistiche del litorale veneto e del Lago di Garda, dove gli ispettori della Guardia Costiera hanno riscontrato la presenza di prodotti ittici scaduti o privi di tracciabilità. Le violazioni accertate hanno comportato sanzioni amministrative per un totale di 8 mila euro.
Successivamente i controlli si sono concentrati nella provincia di Mantova, dove gli Ispettori pesca della Guardia Costiera hanno operato in collaborazione con i veterinari dell’ATS Valpadana presso aziende all’ingrosso che riforniscono hotel e ristoranti del territorio mantovano e del comprensorio turistico del Lago di Garda.
In una delle celle frigorifere di un grossista sono stati rinvenuti circa 100 chilogrammi di ombrine, astici e branzini con termine di conservazione scaduto. Il prodotto è stato immediatamente avviato allo smaltimento sotto la supervisione degli ispettori ed è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.
Gli approfonditi controlli nelle celle frigorifere, svolti anche in condizioni particolarmente impegnative con temperature fino a -20 °C, hanno inoltre consentito di individuare un lotto di Molva e uno di Brosme, entrambe specie provenienti dalle Isole Faroe e talvolta impiegate illecitamente nella preparazione del baccalà in sostituzione del più pregiato merluzzo nordico.

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