
Ci sono incontri che avvengono per appuntamento e altri che aspettano pazientemente su uno scaffale. Poi basta allungare una mano, leggere un titolo e sorridere. Alla Biblioteca civica di Riva del Garda è successo a Marta, che tra centinaia di libri si è ritrovata davanti… Marta. Anzi, “Marta sta nel mezzo”. E a quel punto resistere alla fotografia era praticamente impossibile.
«Marta legge… Marta!», scherza la Biblioteca nel simpatico post pubblicato sui propri canali social. Protagonista dello scatto è uno dei volti che chi frequenta la Sala Ragazzi probabilmente conosce già: «Tra libri, storie, consigli e giovani lettori, è uno dei volti che la animano ogni giorno».
Questa volta, però, il consiglio di lettura sembra essere arrivato direttamente dallo scaffale. Tra tanti volumi ne è comparso uno praticamente impossibile da ignorare: “Marta sta nel mezzo”, albo illustrato di Jan Fearnley. E con Marta, quella vera, proprio lì in mezzo ai libri della Sala Ragazzi, la fotografia era quasi obbligatoria.
«Questione di affinità? Destino bibliotecario? Pura coincidenza?», si domandano ironicamente dalla Biblioteca. Nel dubbio, ne è nato uno scatto allegro che racconta molto più di una semplice coincidenza.
Quando un libro comincia già dal titolo
È una piccola storia, certamente. Ma racconta bene, con la leggerezza di un sorriso, cosa possa essere ancora oggi una biblioteca.
Non soltanto scaffali, prestiti e cataloghi. Una biblioteca è un luogo dove le storie passano di mano in mano, dove un bambino può scoprire per la prima volta il piacere della lettura e dove qualcuno può indicargli il libro capace di accendere quella scintilla. E magari tutto può cominciare proprio da un titolo curioso.
Perché i libri possiedono una strana magia: se ne stanno immobili eppure fanno viaggiare.
Non alzano la voce, ma possono accompagnarci per una vita. E conservano qualcosa che nessuno schermo riesce completamente a restituire: il fruscio delle pagine, il segno del tempo sulle copertine e quel particolare profumo di carta e libri che contribuisce a rendere una biblioteca immediatamente riconoscibile, familiare e accogliente.
Soprattutto nelle sale dedicate ai più giovani, trasmettere il piacere della lettura significa seminare curiosità. Leggere permette di incontrare parole nuove, mondi lontani e persone diverse da noi; insegna a immaginare, a farsi domande e, qualche volta, semplicemente a stare bene in compagnia di una storia.
E allora dalla Biblioteca di Riva arriva anche un piccolo gioco rivolto a tutti: «Esiste un libro con il vostro nome?»
Marta il suo lo ha trovato. E sorride, tenendolo tra le mani.
Adesso non resta che cercare il nostro. Perché chissà: forse è già lì, da qualche parte fra gli scaffali, ad aspettarci. (n.f.)