
Ci sono incontri che il tempo trasforma in ricordi preziosi. Momenti vissuti senza sapere che saranno gli ultimi, destinati a custodire un’emozione ancora più profonda quando il sipario cala definitivamente. Per Nicola Ulivieri, basso di fama internazionale originario di Arco, quel momento ha una data e un luogo: l’11 ottobre 2026, sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo. Quella sera, a dirigere l’orchestra, c’era Gabriele Ferro, uno dei grandi protagonisti della musica italiana e internazionale, scomparso il 29 ottobre, a 88 anni.
Ulivieri era tra gli interpreti di un concerto che oggi assume un significato particolare. Nessuno poteva sapere che sarebbe stato l’ultimo del maestro. «Sono profondamente onorato di aver potuto partecipare, l’11 ottobre, all’ultimo concerto del grandissimo Maestro Gabriele Ferro», scrive il cantante arcense in un breve, sincero ricordo affidato ai social.
Parole misurate, nelle quali affiorano ammirazione e gratitudine.
«In quell’occasione sono rimasto colpito dalla sua immensa musicalità: ha diretto Stravinsky e Prokof’ev a memoria, con una pulizia e perizia del gesto straordinarie».
Un’immagine potente. Un uomo prossimo agli 89 anni, ancora sul podio, capace di guidare l’orchestra attraverso partiture complesse, affidandosi alla memoria, all’esperienza e a una sensibilità musicale coltivata per tutta la vita.
Il programma comprendeva Pulcinella di Igor Stravinsky, la Sinfonia Classica di Sergej Prokof’ev e Sintropia n. 5 «per Barbara», composizione dello stesso Ferro. Accanto a Ulivieri, nel cast vocale, il soprano Gabriella Costa e il tenore Jorge Navarro Colorado.
Nato a Pescara nel 1937, allievo di Franco Ferrara, Gabriele Ferro aveva attraversato decenni di storia musicale, dirigendo orchestre e teatri prestigiosi, dalla Scala al San Carlo, fino al Teatro Massimo, del quale era direttore musicale onorario a vita (foto tratta dal sito ufficiale).
Ma nel ricordo di Ulivieri, più dei riconoscimenti, rimane la straordinaria qualità dell’artista. «Mi unisco al cordoglio di chi lo ha conosciuto più da vicino e può ricordarne la figura con maggiore profondità», conclude con discrezione.
È anche questa una forma di grande rispetto: lasciare spazio a chi ha condiviso più a lungo il cammino del maestro, custodendo il privilegio di averne vissuto l’ultimo capitolo.
L’11 ottobre Gabriele Ferro ha diretto per l’ultima volta. Nicola Ulivieri era lì, a fare musica con lui. E quella musica, oggi, è diventata memoria.
(n.f.)