
Una lite tra ragazzi in pieno pomeriggi in una zona residenziale della città. Poi la tensione che sale, i coltelli che compaiono e due giovani che finiscono in ospedale. È questo l’elemento più preoccupante dell’episodio avvenuto venerdì 4 settembre in via dei Molini a Riva del Garda, laterale di viale dei Tigli, a pochi passi dall’istituto “Giacomo Floriani” e dal Bocciodromo comunale. L’allarme è scattato attorno alle 17.30. Sul posto sono intervenuti Polizia Locale, sanitari del 118, Polizia di Stato e carabinieri. Ad avere la peggio è stato un diciottenne residente a Desenzano, trasferito in elicottero al Santa Chiara di Trento con ferite all’addome, a un braccio e a una gamba. Più lievi le conseguenze per un secondo ragazzo, minorenne, medicato al pronto soccorso di Arco e poi dimesso. I due presunti aggressori sono stati rintracciati in breve tempo. Uno si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Arco, mentre l’altro è stato individuato dagli agenti del Commissariato di Riva. Gli investigatori hanno inoltre recuperato due coltelli nei pressi del luogo dell’aggressione. Saranno gli accertamenti a chiarirne proprietà e utilizzo, mentre resta ancora da ricostruire con precisione cosa abbia innescato lo scontro.
Il precedente dell’Enaip
L’episodio riporta alla memoria quanto accaduto il 6 ottobre 2025 all’esterno del Centro di Formazione Professionale Enaip di Varone, quando un gruppo di giovani rimase coinvolto in una rissa e un ragazzo con il volto coperto da un passamontagna venne ripreso mentre colpiva un altro giovane con una sbarra di ferro.
Due episodi diversi, ma accomunati da un dato che preoccupa: l’impiego di oggetti potenzialmente molto pericolosi nelle liti tra ragazzi.
FdI: «Servono fatti concreti e una visione organica»
Sul caso interviene Evan Cantone, dirigente del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, che richiama le precedenti segnalazioni del partito su Parco della Pace, Spiaggia degli Olivi e area del Liceo Maffei. Per Cantone, quanto accaduto rappresenta un segnale che l’Amministrazione non può ignorare. «Servono fatti concreti, risorse e una visione organica sulla sicurezza», afferma, chiedendo che «difendere la tranquillità dei rivani e il decoro della nostra città torni a essere la priorità assoluta».
PATT: «Sicurezza significa prevenzione e presenza costante»
Sulla stessa vicenda interviene anche il PATT di Riva del Garda, con una nota firmata dal segretario della sezione Lorenzo Cargnelli. «Sono fatti che non possono essere minimizzati né trattati come eventi isolati», sottolinea il partito, chiedendo una riflessione sulla sicurezza urbana, sulla prevenzione e sul disagio giovanile.
Il PATT sollecita «investimenti, coordinamento e una strategia chiara» e aggiunge: «La sicurezza non è propaganda: è responsabilità, pianificazione, presenza costante».
Due interventi politici diversi nei toni, ma convergenti sulla richiesta di maggiore attenzione e presidio del territorio.
Sul piano giudiziario, invece, la parola resta agli inquirenti. Saranno Polizia e carabinieri a chiarire dinamica e responsabilità. Alla città rimane una riflessione più ampia: impedire che coltelli, spranghe e violenza diventino strumenti con cui i giovani pensano di risolvere un conflitto. (n.f.)