
Cinquant’anni dopo, per una sera, sono tornate ad essere le ragazze con il bastone tra le mani, gli stivaletti bianchi, il gonnellino rosso, le piume sul cappello e davanti a loro una strada piena di gente pronta ad applaudirle. Le Pleiadi Blu si sono ritrovate per festeggiare mezzo secolo dalla nascita dello storico gruppo di majorettes di Arco e soprattutto per fare una sorpresa a colui che di quella avventura fu il fondatore, il presidente e, come ancora oggi molte di loro lo chiamano, il “papà”: Gianni Turrini, oggi 88enne.
Una quarantina le ex majorettes che hanno risposto all’appello. Donne che oggi hanno famiglie, figli e nipoti, ma che per una sera hanno riaperto il cassetto dei ricordi per ritrovare amicizie, emozioni e quella particolare complicità nata cinquant’anni fa nelle palestre e nelle sfilate.
Accompagnato dalla figlia Monica e dalla moglie Rosetta, Gianni ha varcato la soglia della sala trovandosi davanti il folto gruppo di ex majorettes. Ed allora sono scattati abbracci, lacrime, sorrisi e ricordi.
Tutto cominciò nel maggio del 1975. L’anno successivo Arco avrebbe celebrato il centenario del Gran Carnevale e Turrini, dopo aver visto esibirsi gruppi di majorettes in altre città, lanciò un’idea allora decisamente nuova: perché non crearne uno anche ad Arco?
Albino Marchi e Bepi Filippi accolsero con entusiasmo la proposta. Turrini si mise alla ricerca delle ragazze, bussando alle porte delle famiglie e coinvolgendo adolescenti tra i 13 e i 16 anni. Il risultato superò ogni aspettativa: il 5 settembre 1975, nella palestrina di via Prabi, al primo incontro si presentarono una cinquantina di ragazze.
A insegnare loro i primi passi fu Patrizia Pulita, forte di una lunga esperienza nella danza. Il Casinò di Arco diventò la grande palestra delle Pleiadi: dal giradischi uscivano marce e musiche americane mentre nel Salone delle Feste prendevano forma le prime coreografie.
Furono le stesse ragazze ad approvare quel nome destinato a rimanere nella memoria collettiva proposto dal poeta Marino Feltrinelli: Pleiadi Blu. Poi arrivarono le divise, realizzate grazie a una piccola macchina organizzativa che coinvolse sarte, commercianti e sostenitori. Accanto a Gianni c’era sempre la moglie Rosa, presenza discreta ma fondamentale per tutta la vita del gruppo.
Il debutto arrivò nel 1976, prima al Carnevale dei Bambini e quindi al Gran Carnevale del Centenario, davanti a una folla enorme. Madrina di quell’edizione era Maria Giovanna Elmi, allora popolarissimo volto televisivo. Le Pleiadi sfilarono per le vie di Arco accompagnate dalla banda di Dro e la loro esibizione davanti alle tribune rappresentò una delle immagini più ricordate di quel Carnevale.
Da quel momento iniziò un’avventura durata circa dieci anni. Arrivarono trasferte in Italia e all’estero, compresa Monaco, allenamenti tre volte alla settimana, le Mini Majorettes e successivamente il twirling. Nikla Zanetti conquistò anche un titolo italiano, mentre sotto la guida di Rosanna Ischia il gruppo senior arrivò a laurearsi campione italiano.
Ma i risultati raccontano soltanto una parte di quella storia. L’altra, forse la più importante, è fatta di amicizie, viaggi in pullman, prove interminabili, freddissime sfilate di Carnevale e famiglie intere coinvolte nell’avventura. «È stato il più bel periodo della mia vita», ha ricordato una delle protagoniste di allora. Una frase che potrebbe appartenere a molte di loro.
Ed è proprio questo legame che, mezzo secolo dopo, ha reso speciale la cena organizzata in segreto per Gianni Turrini. Ritrovarsi così numerose al ristorante pizzeria “Giara” è stato il modo più semplice e insieme più bello per dirgli che ciò che aveva costruito nel 1975 non è scomparso con l’ultima sfilata. Turrini non ha mai nascosto quanto quell’esperienza gli sia rimasta nel cuore: «Le Pleiadi Blu sono state la mia seconda famiglia». Una famiglia che, cinquant’anni dopo, è tornata ancora una volta attorno al suo “papà”.
Le Pleiadi sono stelle che continuano a brillare anche dopo tanti anni, sia quelle presenti alla festa sia quelle che, purtroppo, non ci sono più.











