
L’Alto Garda non vive soltanto di turismo, alberghi e ristoranti. Dietro l’immagine di un territorio conosciuto nel mondo per il lago e le sue bellezze naturali esiste anche una solida tradizione industriale, fatta di stabilimenti, professionalità e centinaia di famiglie che dipendono dal lavoro in fabbrica. Ed è proprio questo patrimonio economico e sociale a fare i conti con una nuova fase di difficoltà. Il calo degli ordinativi colpisce Cartiere del Garda, a Riva, e Arconvert, a Linfano, con il ricorso alla cassa integrazione che coinvolge complessivamente oltre 500 lavoratori. Una situazione che preoccupa i sindacati e riapre il dibattito sul futuro industriale dell’Alto Garda.
Per Arconvert è stato annunciato il prolungamento della cassa integrazione dal 12 ottobre al 13 dicembre, mentre per Cartiere del Garda sono previste tredici settimane di ammortizzatori sociali a partire dal 2 novembre. Secondo le informazioni diffuse, i dipendenti complessivamente interessati sono 494, un numero che sale considerando anche i lavoratori somministrati.
A intervenire è Leonardo Iania, segretario provinciale di UGL Trentino, che richiama l’attenzione sulle conseguenze economiche e sociali di una crisi che rischia di pesare ben oltre i cancelli degli stabilimenti.
Non soltanto aziende: dietro ogni stipendio una famiglia
«Dietro ogni lavoratore c’è una famiglia, dietro ogni stipendio ci sono sacrifici, responsabilità e progetti di vita», sottolinea Iania, ricordando come le difficoltà produttive finiscano inevitabilmente per riflettersi sulla quotidianità delle persone. La cassa integrazione rappresenta uno strumento fondamentale per salvaguardare l’occupazione, ma comporta possibili riduzioni del reddito proprio mentre il costo della vita continua a mettere sotto pressione i bilanci familiari. Mutui, affitti, bollette, carburante e spesa alimentare non diminuiscono quando arriva la sospensione temporanea dal lavoro. E il sindacato teme che siano ancora una volta i lavoratori a sostenere una parte significativa delle conseguenze della crisi.
Una situazione particolarmente amara dopo il recente rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore cartario, che ha portato a un incremento economico complessivo di circa il 15%. Un risultato sindacale importante, osserva Iania, il cui valore rischia tuttavia di essere progressivamente eroso dall’inflazione.
Energia, materie prime e trasporti: la competitività sotto pressione
Le difficoltà di Cartiere del Garda e Arconvert si inseriscono, secondo UGL, in una situazione più ampia che interessa il comparto cartario nazionale.
Già il 16 settembre il sindacato aveva segnalato le prime avvisaglie di crisi, richiamando l’attenzione sulle conseguenze della contrazione degli ordinativi e dell’aumento dei costi industriali.
Tra i fattori critici figurano l’energia, le materie prime e i trasporti. Il ricorso alla gomma per gli approvvigionamenti e la distribuzione dei prodotti finiti espone le imprese anche ai rincari del carburante, con conseguenze sulla competitività. «Non possiamo chiedere alle aziende di essere competitive senza metterle nelle condizioni di esserlo», osserva Iania, sollecitando politiche industriali capaci di sostenere produzione, investimenti e occupazione.
Il rischio di un territorio dove si lavora, ma non si riesce a vivere
L’analisi di UGL allarga poi lo sguardo a un altro problema particolarmente sentito nell’Alto Garda: il costo delle abitazioni.
Per molti giovani, anche con un impiego stabile, acquistare casa o trovare un affitto sostenibile è diventato sempre più difficile.«Non possiamo permetterci che il Trentino diventi un territorio nel quale si può lavorare, ma non ci si può più permettere di vivere e costruire una famiglia», avverte il segretario provinciale.
Il rischio, secondo il sindacato, è una progressiva perdita di residenti giovani, competenze e nuove famiglie, con conseguenze sulla vitalità delle comunità locali.
L’appello alle istituzioni: difendere industria e occupazione
UGL chiede quindi risposte che vadano oltre la gestione dell’emergenza: interventi strutturali sui costi energetici e dei trasporti, sostegno al potere d’acquisto e politiche abitative che consentano ai giovani di rimanere sul territorio. Una richiesta che si affianca alla necessità di seguire attentamente l’evoluzione delle due vertenze industriali, anche attraverso il confronto tra aziende, rappresentanze sindacali e istituzioni. «Difendere le imprese significa difendere il lavoro. Difendere il lavoro significa tutelare le famiglie. E tutelare le famiglie significa dare un futuro ai nostri giovani», conclude Iania.
Per l’Alto Garda la posta in gioco non riguarda soltanto la tenuta di due importanti realtà produttive, ma la capacità di conservare un’economia diversificata, nella quale turismo e industria continuino a convivere, garantendo occupazione, reddito e prospettive alle nuove generazioni. (nf)