
Una piccola cappella, una Messa celebrata in strada, chitarre e violino ad accompagnare i canti. E soprattutto una comunità che, dopo anni, torna a riunirsi attorno a una tradizione che sembrava essersi perduta. Alla Grotta di Arco è rinata la festa di San Rocco, interrotta con la pandemia e da allora mai più riproposta.
Una ripartenza dal forte valore simbolico, resa possibile dalla volontà dei residenti insieme alla Pro Loco di San Giorgio, al Comitato di partecipazione San Giorgio-Grotta-Linfano e al Consiglio parrocchiale di San Giorgio.
La festa si è svolta domenica davanti alla cappella di San Rocco, in via Monte Brione, all’ingresso della frazione. Qui il parroco don Francesco Scarin ha celebrato la Messa, accompagnata da uno speciale coro formato dallo stesso sacerdote alla chitarra, da alcuni componenti del coro di San Giorgio e dai residenti, con violino e un’altra chitarra.
San Rocco e il richiamo alla solidarietà
Durante l’omelia don Scarin ha ricordato la figura di San Rocco, pellegrino e guaritore vicino agli ammalati e ai sofferenti, invocato nel Medioevo contro la peste e ancora oggi quale protettore dalle epidemie, dalle malattie e dalle grandi calamità.
Un racconto che ha offerto anche un ponte con il presente: il parroco ha indicato San Rocco come esempio di solidarietà e carità, accostandone la dedizione a quella di medici e infermieri che durante la pandemia non si sono risparmiati.
Al termine della celebrazione, spazio al rinfresco e alla convivialità, completando quella che per La Grotta è diventata soprattutto una giornata del ritrovarsi.
Floriani e Prandi: «Un momento forte ed emozionante»
A rappresentare ufficialmente l’Amministrazione comunale c’erano gli assessori Massimiliano Floriani e Roberta Prandi, che sottolineano proprio il significato della ripartenza.
«È stato importante partecipare a questa giornata per dare il segno dell’apprezzamento per l’iniziativa e sottolinearne l’importanza. È stato un momento forte ed emozionante in cui abbiamo respirato la gioia di una piccola comunità che dopo tanto tempo si è ritrovata in un momento solenne e rituale che aveva perduto».
Dall’Amministrazione arriva quindi il ringraziamento a tutti coloro che hanno rimesso in moto una tradizione antica: «Grazie davvero a chi si è speso con energia ed entusiasmo per far rinascere questa preziosa tradizione, con l’augurio che questo sia solo il primo di tanti momenti di incontro e vitalità per la frazione di La Grotta».
Un grazie particolare anche a don Francesco Scarin, per la sua vicinanza alla comunità, e alla Coop Altogarda, che ha sostenuto l’iniziativa.
Perché, dopo gli anni della distanza, a La Grotta la festa di San Rocco ha riportato qualcosa che va oltre una ricorrenza: il piacere semplice, e tutt’altro che scontato, di riconoscersi ancora comunità. (n.f.)

