
Anche l’Istituto tecnico economico e tecnologico Floriani di Riva del Garda aderisce al movimento «Istruzione di Qualità», la mobilitazione degli insegnanti che, dopo l’esperienza avviata in Alto Adige, si sta diffondendo anche in Trentino con il sostegno esterno di alcune organizzazioni sindacali. Una protesta che coinvolge la totalità dei consigli di classe dell’istituto e che avrà conseguenze sull’organizzazione delle attività scolastiche, in particolare per quanto riguarda viaggi d’istruzione, visite didattiche e progetti extracurricolari.
A spiegare le ragioni della mobilitazione sono gli stessi docenti attraverso una lettera datata 20 ottobre indirizzata a famiglie, istituzioni e opinione pubblica. Il documento chiarisce innanzitutto che non si tratta di uno sciopero, ma della decisione di limitare il proprio impegno alle attività e agli orari previsti dal contratto di lavoro, rinunciando a quelle prestazioni aggiuntive che, pur non essendo obbligatorie, sono diventate nel tempo una consuetudine.
Al centro della contestazione vi sono soprattutto le numerose attività che gli insegnanti svolgono oltre i normali impegni scolastici, spesso senza alcuna retribuzione o con compensi considerati insufficienti rispetto alle responsabilità assunte. Uscite didattiche, viaggi d’istruzione e progetti comportano infatti, sottolineano i firmatari, un notevole carico organizzativo, burocratico e di responsabilità legali.
Da qui la decisione di sospendere le iniziative che richiedono prestazioni ulteriori rispetto agli obblighi contrattuali. Non saranno quindi organizzati viaggi d’istruzione, visite didattiche e uscite sul territorio, né progetti che comportino ore aggiuntive di lavoro. Sono tuttavia previste alcune eccezioni, valutate singolarmente, per attività particolarmente importanti, come quelle legate al benessere psicologico degli studenti, oppure per impegni vincolanti già assunti nei confronti delle famiglie.
I docenti precisano comunque che la normale attività didattica proseguirà regolarmente, garantendo continuità e qualità dell’insegnamento.
La questione delle gite scolastiche rappresenta però soltanto l’aspetto più visibile di una protesta che riguarda problemi più ampi. Gli insegnanti denunciano infatti una situazione retributiva ritenuta inadeguata rispetto all’aumento del costo della vita e agli stipendi dei colleghi della vicina provincia di Bolzano. A questo si aggiunge, secondo i promotori, un progressivo incremento degli adempimenti burocratici e delle responsabilità richieste al personale scolastico.
Nella lettera viene inoltre evidenziato come una parte significativa dell’offerta formativa sia stata garantita negli anni grazie alla disponibilità personale degli insegnanti che hanno continuato a dedicare tempo ed energie ad attività non adeguatamente riconosciute.
I professori del Floriani si dichiarano consapevoli dei disagi che la mobilitazione potrà provocare agli studenti e alle numerose realtà culturali del territorio con le quali la scuola collabora abitualmente, ritenendo tuttavia necessario questo segnale per sollecitare una risposta concreta da parte delle istituzioni.
Il messaggio conclusivo è rivolto proprio agli interlocutori istituzionali, chiamati a riconoscere il valore delle prestazioni aggiuntive svolte dagli insegnanti e ad adottare provvedimenti che restituiscano, nelle parole dei firmatari, la giusta dignità al lavoro del personale scolastico.