Articolo pubblicato il: 03/04/2026 alle 15:00
La Busa - Iran e Medio Oriente: con il Lions di Riva una serata per capire le guerre che ci riguardano
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Notizie

 

Una serata dedicata all’attualità, alla geopolitica ma anche a quanto guerre solo apparentemente lontane possono in realtà toccarci direttamente.
Grazie a un’iniziativa del Lions di Riva, club guidato dal presidente Mario Armani, l’hotel “Liberty” ha potuto ospitare il professor Pejman Abdolmohammadi Bijan, figura assai nota a livello nazionale per le sue frequenti apparizioni sui canali televisivi dove in qualità di esperto e studioso della realtà mediorientale è spesso chiamato per approfondire il tema. Il professore è anche docente di Relazioni Internazionali del Medio Oriente presso la scuola di Studi internazionali dell’Università di Trento ed è visiting professor presso l’Università di Berkeley in California dopo essere stato, per tre anni, anche research fellow alla London School of Economics. Insomma un relatore di prestigio e sicura esperienza che, introdotto l’altra sera dal presidente Armani e da Franco Gamba, ha illustrato con tenacia e forza il suo punto di vista sulla situazione nella regione e soprattutto su quanto sta accadendo in queste settimane nel suo Iran (anche se è nato a Genova e ha cittadinanza italiana).

 

“La vera partita – ha detto – è tra le superpotenze economiche Usa e Cina. Il Medio Oriente è una zona nevralgica per vincere la partita dell’economia mondiale, ha oggi il ruolo che è stato dell’Europa durante la guerra fredda. Oggi il vecchio continente non è più conteso, mentre lo è il Medio Oriente, tra sfere di influenza e potenze regionali. Gli Stati Uniti vogliono che quella regione sia il più stabile possibile e diventi un “cuscinetto” rispetto alla Cina e alla sua espansione commerciale, economica e politica. Ma non si può avere un Modio Oriente stabile stabile senza portare a termine gli “Accordi di Abramo” che devono andare a buon fine. Una partita che non si può chiudere senza il mondo persiano, ed eccoci ad oggi e alla guerra di queste settimane. Gli Usa vogliono che l’Iran torni a “fare” la Persia”.
Pejman Abdolmohammadi Bijan ha ricordato anche il massacro di due mesi fa in Iran: “In oltre 250 città iraniane sono scesi in piazza 4-5 milioni di contestatori. I media non ne parlavano. Se ne sono occupati solo quando la situazione è diventata eclatante: di quei manifestanti ne sono stati uccisi 36 mila dei quali conosciamo nomi e cognomi. Chi manifesta lo fa perché vuole libertà, democrazia e laicità per l’Iran del futuro, una nazione patriottica, con valori liberali. Una buona parte degli iraniani ricorda ancora il periodo dello Scià come migliore, c’era una vivace modernizzazione culturale. Oggi se dovessero fare un referendum sulla religione in Iran, metà dei cittadini non voterebbe per la religione”.
Molte le domande dalla sala e precise le risposte del professore trentino. Che non ha avuto dubbi sul motivo scatenante di quest’ultimo conflitto: “Il programma nucleare iraniano era al centro del primo attacco, per il secondo è ormai una scusa. Resta però l’uranio arricchito, oggi in mano a un regime ferito”.

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Data e ora di stampa: 03/04/2026 18:21
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