
L’attesa si allunga ancora. L’inchiesta Romeo, che dal dicembre 2024 ha scosso il mondo politico e imprenditoriale trentino, dovrà attendere il nuovo anno per affrontare uno dei suoi passaggi giudiziari più importanti. L’udienza preliminare prevista venerdì 23 ottobre al Tribunale di Trento è stata rinviata al 21 gennaio 2027. Uno slittamento di quasi tre mesi che riguarda il procedimento per il quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 37 persone, tra cui alcuni protagonisti della vita politica ed economica dell’Alto Garda.
All’origine del rinvio c’è l’indisponibilità del giudice per l’udienza preliminare Gianmarco Giua. Una questione procedurale, dunque, che non modifica le contestazioni formulate dalla Procura, ma posticipa il momento in cui dovrà essere valutata la richiesta di processo.
L’inchiesta Romeo è esplosa pubblicamente il 3 dicembre 2024, quando una vasta operazione giudiziaria ha portato alla luce presunti intrecci tra imprenditoria, politica, pubblica amministrazione e operazioni immobiliari in Trentino-Alto Adige.
Tra i principali nomi emersi nella vicenda figurano l’imprenditore austriaco René Benko, il commercialista altoatesino Heinz Peter Hager e l’imprenditore arcense Paolo Signoretti. Tra le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio compaiono anche l’ex sindaca di Riva del Garda Cristina Santi e l’ex senatore ed ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi.
Secondo l’impostazione accusatoria, ancora da verificare nelle sedi giudiziarie, sarebbe esistito un sistema di relazioni capace di condizionare decisioni amministrative e procedure urbanistiche a vantaggio di determinati interessi privati.
Le contestazioni, formulate a vario titolo e con posizioni differenti, comprendono ipotesi di associazione per delinquere, corruzione, traffico di influenze illecite e altri presunti reati.
L’Alto Garda al centro delle indagini
Per il nostro territorio, l’inchiesta Romeo ha assunto fin dall’inizio una rilevanza particolare, soprattutto per le vicende urbanistiche e immobiliari finite sotto la lente degli investigatori.
Tra queste figura l’area ex Cattoi di Riva del Garda, una delle operazioni più discusse degli ultimi anni, al centro di un lungo confronto politico e amministrativo sul futuro della città.
Nelle ricostruzioni della fase investigativa sono emersi riferimenti anche ad altre operazioni urbanistiche dell’Alto Garda, tra cui quella dell’ex Hotel Arco, in un quadro accusatorio che nel tempo ha conosciuto modifiche e distinzioni tra le diverse posizioni.
Il percorso giudiziario, infatti, è stato tutt’altro che lineare. Dopo l’operazione del dicembre 2024, il procedimento ha conosciuto modifiche dell’impianto accusatorio, separazioni di alcune posizioni e un articolato confronto tra Procura e giudice per le indagini preliminari. Tra i passaggi più significativi, la richiesta di archiviazione di alcune contestazioni avanzata dagli stessi pubblici ministeri e non accolta dal giudice Enrico Borrelli, che ha disposto l’imputazione coatta.
Nel luglio scorso la Procura ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per 37 persone. Altre posizioni sono state separate dal procedimento principale, tra cui quelle dell’ex sindaco di Arco Alessandro Betta, dell’ex assessore provinciale Luca Zeni e dell’ex consigliere comunale di Trento Andrea Merler.
Lo stralcio di una posizione, naturalmente, non equivale di per sé a un proscioglimento e non consente di anticipare le successive determinazioni giudiziarie.
Le difese hanno contestato, con argomentazioni differenti, la ricostruzione accusatoria, sostenendo l’insussistenza delle responsabilità attribuite ai propri assistiti.
Appuntamento al 21 gennaio
La prossima tappa è dunque fissata per giovedì 21 gennaio 2027, quando il procedimento tornerà davanti al giudice dell’udienza preliminare. In quella sede dovranno essere esaminate le richieste della Procura e le posizioni delle difese, prima delle eventuali decisioni sul rinvio a giudizio.
Per l’Alto Garda, l’inchiesta Romeo rimane una vicenda di grande interesse pubblico, anche per le sue ricadute nel dibattito politico e urbanistico.
Ma il principio fondamentale resta uno: le ipotesi accusatorie devono essere dimostrate e per tutte le persone coinvolte vale pienamente la presunzione di innocenza. (n.f.)