
L’inchiesta Romeo non si chiude. Anzi, entra nella sua fase più delicata. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento, Enrico Borrelli, ha disposto l’imputazione coatta per i principali indagati, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per le accuse ritenute più gravi. La conseguenza è netta: si andrà a processo.
La decisione segna una svolta giudiziaria rilevante perché interviene in controtendenza rispetto alle conclusioni dei pubblici ministeri, che nel dicembre 2024 avevano chiesto di archiviare gran parte dell’impianto accusatorio, ridimensionando l’ipotesi iniziale di un sistema strutturato di rapporti illeciti tra affari, politica e pubblica amministrazione in Trentino-Alto Adige.
Dall’archiviazione al processo
L’ordinanza del gip arriva al termine dell’udienza camerale e riguarda un’indagine che, all’inizio di dicembre 2024, aveva provocato un vero terremoto politico ed economico regionale, con otto arresti e 77 persone indagate. Un’inchiesta complessa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che ha acceso i riflettori su presunti intrecci illeciti nelle province di Trento e Bolzano.
Lo scorso dicembre la Procura di Trento, con i sostituti Alessandro Clemente e Federica Iovene, aveva chiesto l’archiviazione per le accuse più pesanti — in particolare per l’ipotesi di associazione a delinquere — ritenendo inutilizzabili parte delle intercettazioni e insufficienti gli elementi per sostenere l’accusa in giudizio.
Il gip Borrelli, però, ha scelto una strada diversa. Lo stesso magistrato che nella fase iniziale aveva firmato le ordinanze di custodia cautelare ha ritenuto che gli elementi raccolti presentino profili di criticità tali da richiedere il vaglio del dibattimento, respingendo l’ipotesi di “infondatezza della notizia di reato”.
Chi sono i principali indagati
Con l’imputazione coatta, il giudice obbliga il pubblico ministero a formulare l’imputazione entro dieci giorni: gli indagati diventano formalmente imputati e si apre la strada all’udienza preliminare. Tra i nomi indicati nel provvedimento figurano: Heinz Peter Hager, commercialista bolzanino; Paolo Signoretti, imprenditore di Arco; Cristina Santi, ex sindaca di Riva del Garda e
Vittorio Fravezzi, ex senatore e ex sindaco di Dro.
In altri filoni dell’indagine restano coinvolti anche l’imprenditore austriaco René Benko, indicato dagli inquirenti come figura apicale del presunto sistema, e l’ex assessore comunale Mauro Malfer.
Gli imputati non erano presenti in aula al momento della decisione.
Le accuse che restano in piedi
Il gip ha eliminato solo alcune imputazioni considerate secondarie, definite “marginali” dalle difese, che parlano apertamente di un «processo senza prove». Ma il cuore dell’inchiesta resta.
Davanti al tribunale dovranno essere vagliate le ipotesi di: corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, traffico di influenze illecite.
Secondo la Procura, dopo il ridimensionamento dell’impianto accusatorio, non vi sarebbe stata una vera struttura associativa, ma piuttosto una serie di rapporti bilaterali tra imprenditori e pubblici ufficiali. Una lettura che il gip non ha ritenuto sufficiente per chiudere il fascicolo senza processo, ritenendo necessario un accertamento pieno in sede dibattimentale sulla natura e sulla rilevanza di quei rapporti.
Una storia giudiziaria lunga sei anni
L’inchiesta Romeo nasce oltre sei anni fa e ha attraversato fasi alterne: sequestri, intercettazioni, misure cautelari, fino al punto di massima esposizione mediatica raggiunto nel 2024 con arresti e indagini a tappeto. Nel tempo ha coinvolto amministratori pubblici, professionisti e imprenditori, toccando alcuni dei più rilevanti progetti urbanistici e immobiliari del territorio.
La decisione del gip Borrelli rappresenta ora un punto di non ritorno: sarà il tribunale, e non più la fase delle indagini preliminari, a stabilire se quanto emerso in anni di accertamenti sia sufficiente a reggere il confronto del processo.
Per l’inchiesta Romeo si apre dunque una nuova stagione. Quella del giudizio.
(n.f.)