
C’è chi sul Garda sceglie di rinunciare a spettacoli e tradizioni nel nome di una sempre più rigorosa sensibilità ambientale e c’è chi, qualche chilometro più a sud, si prepara invece a far rombare i motori sopra il lago. Desenzano del Garda torna a guardare il cielo: venerdì 4 e sabato 5 settembre arriva l’Air Show del Garda 2026 – Ali su Desenzano, con un programma che promette oltre due ore di spettacolo e, a mezzogiorno, l’attesissimo passaggio delle Frecce Tricolori.
Una manifestazione che negli anni ha conquistato un posto di primo piano tra gli appuntamenti del basso Garda, richiamando migliaia di persone sul lungolago e sulle spiagge. La prima edizione con la Pattuglia Acrobatica Nazionale risale al 2019, seguita dallo stop imposto dalla pandemia e dalla ripartenza nel 2022. Da allora Desenzano ha continuato a puntare sull’evento, inserendolo nel proprio calendario turistico e promozionale.
Due giorni con il naso all’insù
Il programma sarà sostanzialmente identico nelle due giornate: venerdì 4 settembre le prove, sabato 5 l’esibizione, dalle 10.15 alle 12.30.
Ad aprire il lungo spettacolo saranno uomini e mezzi che raccontano anche il volto operativo dell’aviazione: l’HH139 dell’Aeronautica Militare, impiegato nelle missioni di ricerca e soccorso dal 15° Stormo di Cervia, e l’UH169A della Guardia di Finanza.
Poi spazio all’acrobazia. Nel cielo di Desenzano voleranno il CAP 10 di Paolo Pocobelli, il Pitts Special di Francesco Fullin, il Savage della Protezione civile pilotato da Fabio Guerra e il CAP 231 di Andrea Pesenato.
Tra i momenti più attesi anche il sorvolo di F-35 e Tornado del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare di Ghedi. Alle 12 in punto, infine, il lago diventerà il palcoscenico dei dieci MB-339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale: le Frecce Tricolori chiuderanno lo show disegnando nel cielo le loro spettacolari geometrie.
Due modi diversi di intendere gli eventi sul Garda
L’appuntamento di Desenzano offre inevitabilmente anche uno spunto di riflessione guardando verso l’Alto Garda. Qui negli ultimi anni amministrazioni e organizzatori hanno progressivamente imboccato una strada differente, privilegiando manifestazioni considerate più sostenibili e rinunciando anche ai tradizionali fuochi d’artificio della Notte di Fiaba di Riva del Garda.
Scelte legittime, naturalmente, dettate da una diversa sensibilità ambientale e dalla volontà di ridurre rumore e impatto degli eventi. Ma il contrasto è curioso: mentre a nord si discute sul come mantenere spettacoli che per decenni hanno fatto parte dell’identità turistica e popolare del territorio, a Desenzano si investe ancora su un grande evento capace di trasformare per due giorni il Garda in un palcoscenico internazionale.
E il 4 e 5 settembre, almeno sul basso lago, il silenzio potrà aspettare.
(n.f.)