
Sul caso Horizon Lake Garda Music Festival si allarga il fronte del confronto politico. Dopo le critiche espresse nelle scorse settimane dalla senatrice Aurora Floridia e le repliche degli organizzatori, interviene oggi – 11 giugno – anche il consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia, che invita ad aprire un dialogo autentico sulla compatibilità dell’evento con il delicato contesto ambientale delle Foci del Sarca. Una presa di posizione che assume particolare rilievo perché arriva da un esponente del centrodestra provinciale e che, pur riconoscendo il valore dell’iniziativa, invita a non liquidare come semplici opposizioni pregiudiziali le osservazioni avanzate da residenti, operatori turistici e cittadini.
«Dietro un evento di questo tipo ci sono impegno, passione, capacità organizzativa e il desiderio di alcuni giovani di proporre qualcosa di importante, capace di richiamare pubblico anche da fuori provincia. Questo merita rispetto», afferma Cia.
Il consigliere provinciale di Forza Italia precisa però che il dibattito non riguarda la buona fede degli organizzatori né l’importanza dell’evento, ma la sua collocazione. «Qui non si discute il valore dell’iniziativa o la buona fede di chi la organizza. Si discute se un evento di musica elettronica e techno, per durata, impatto acustico, afflusso di persone e pressione sull’area, sia davvero compatibile con un luogo delicato come le Foci del Sarca e con l’identità turistica e ambientale del Garda trentino».
Il riferimento è all’area naturalistica situata tra il lago e la foce del fiume Sarca, da anni considerata uno degli ambienti più sensibili dell’Alto Garda dal punto di vista paesaggistico ed ecologico.
Secondo Cia, il concetto di sostenibilità deve essere valutato in modo più ampio rispetto alla sola gestione logistica dell’evento. «La sostenibilità non si misura solo da ciò che resta a terra il giorno dopo. Si misura anche dal rumore, dagli orari, dalla durata, dalla concentrazione di persone e dal rapporto con chi quel territorio lo abita e lo ha reso nel tempo una meta turistica unica».
Nel suo intervento il consigliere provinciale sottolinea inoltre come le osservazioni critiche emerse nel corso delle varie edizioni non possano essere ignorate. «Se dopo più edizioni le osservazioni non si sono attenuate, ma sono cresciute, significa che esiste un tema reale», osserva, richiamando la necessità di ascoltare residenti, strutture ricettive e operatori economici.
Cia entra poi nel merito delle recenti repliche degli organizzatori, apprezzandone l’apertura al confronto ma invitando a non considerare intoccabile l’attuale formula del festival. «Dire che Horizon ha senso solo in riva al lago rischia di chiudere il confronto prima ancora di aprirlo. Se la conclusione è già scritta, il dialogo diventa una semplice conferma».
Per l’esponente di Forza Italia, la strada non è quella dello scontro tra favorevoli e contrari. «Il punto non è cancellare l’evento né mortificare l’iniziativa dei giovani. Il punto è accompagnare quelle idee dentro un percorso che tenga insieme entusiasmo, rispetto del territorio e ascolto della comunità».
Parole che alimentano ulteriormente un dibattito destinato a proseguire anche oltre l’edizione 2026 di Horizon e che, ancora una volta, riporta al centro una questione fondamentale per il Garda Trentino: come conciliare la promozione di grandi eventi con la tutela di un territorio che ha costruito la propria attrattività sulla qualità ambientale e paesaggistica. (n.f.)