Articolo pubblicato il: 28/08/2026 alle 17:00
La Busa - Galleria Dom, UGL chiama Provincia e Comuni al confronto: «Serve un’alternativa per i lavoratori»
Posted By Redazione
Categoria: Cronaca, Notizie

 

Nel 2023 fu un’emergenza. Nel 2026 non può esserlo ancora. È tutta racchiusa in questa differenza la presa di posizione di UGL Trentino in vista del lungo cantiere per la messa in sicurezza definitiva della Galleria Dom, collegamento strategico tra Riva del Garda e la Valle di Ledro. Lavori necessari e mai messi in discussione dal sindacato, che pone però una domanda destinata a riaprire il confronto: che fine ha fatto l’ipotesi del Corridoio di San Giacomo?
Il cantiere dovrebbe partire tra settembre e ottobre e protrarsi complessivamente per circa 16 mesi. Nei primi cinque sono previste chiusure notturne feriali, indicativamente dalle 22 alle 6, quindi circa undici mesi con senso unico alternato nel tratto interessato. Un intervento da 4,10 milioni di euro destinato a stabilizzare piedritti e parte della calotta della galleria.

 

 

«Pensare anche alla vita delle persone»
Il 24 agosto UGL Trentino ha inviato una Pec chiedendo un incontro alla Provincia, ai Comuni di Riva e Ledro e alla Comunità Alto Garda e Ledro, coinvolgendo anche Confindustria, Confcommercio e Asat. «I lavori sono necessari e la sicurezza viene prima di tutto, ma una grande opera programmata deve essere organizzata tenendo conto anche della vita quotidiana delle persone», è la posizione del sindacato.
Nel mirino ci sono soprattutto le conseguenze per le centinaia di lavoratori che ogni giorno si muovono tra Ledro e Alto Garda, compresi i turnisti delle aziende a ciclo continuo. Per chi termina alle 22 o deve iniziare alle 5 o alle 6, sottolinea UGL, la chiusura notturna significherebbe deviazioni molto lunghe, maggiori costi e difficoltà ancora più pesanti durante l’inverno.

Il nodo del Corridoio di San Giacomo
UGL riporta quindi le lancette al novembre 2023, quando il crollo nella Dom isolò di fatto il collegamento diretto e tra le alternative venne considerato il Corridoio di San Giacomo, predisposto durante l’emergenza per il passaggio dei mezzi di soccorso.
«Sono trascorsi quasi tre anni. Che cosa è accaduto nel frattempo? Quella soluzione è stata definitivamente esclusa? Se sì, per quali ragioni?», domanda il sindacato, chiedendo se il collegamento possa essere utilizzato almeno in determinate fasce orarie e con accessi regolamentati.
UGL chiama in causa anche l’attuale sindaco di Riva Alessio Zanoni, ricordando come tre anni fa, da consigliere di minoranza, avesse sostenuto questa possibilità: «Come mai oggi siamo al punto di partenza?».

«Le famiglie non possono essere divise»
Sul tavolo vengono messe anche aperture compatibili con i cambi turno e forme di trasporto organizzato. Più critica l’ipotesi dei pernottamenti nell’Alto Garda, soluzione utilizzata nell’emergenza 2023 anche per particolari esigenze di alcuni lavoratori.
«Le famiglie non possono essere divise per risolvere un problema di viabilità», sottolinea UGL. Un pernottamento può servire eccezionalmente, ma non diventare la normalità per sedici mesi.
La conclusione diventa così un messaggio alle istituzioni: «Non chiediamo di fermare i lavori. Chiediamo di organizzarli pensando anche alla vita delle persone».
E soprattutto una domanda: dopo la lezione del 2023, quale alternativa è stata costruita in questi tre anni? (n.f.)

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