
Quale sarà la formazione professionale nel 2040? E soprattutto, come preparare i ragazzi a utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie senza perdere capacità di ragionamento, autonomia e senso critico? Sono alcune delle domande che hanno accompagnato l’apertura dell’anno formativo di Enaip Trentino, che qualche giorno fa ha riunito al Centro Congressi Interbrennero di Trento circa 250 docenti provenienti dai nove Centri di Formazione Professionale presenti sul territorio provinciale.
Una rete che conta oltre 2.000 studenti e che nell’Alto Garda è presente con il Centro di Formazione Professionale Enaip di Arco e con il Centro di Formazione Professionale Alberghiero e della Ristorazione di Varone, a Riva del Garda.
La giornata, organizzata all’insegna dello slogan “IeFP – Inclusione ed eccellenza nel Formare con Passione”, è stata aperta dal presidente Arrigo Dalfovo, che ha invitato i docenti a interrogarsi sul significato della formazione professionale del futuro e sulla capacità di formare una persona al lavoro e, attraverso il lavoro, alla vita.
Il direttore generale Massimo Malossini ha quindi presentato il Progetto educativo e il Progetto di Ente 2026-2028, illustrando anche i risultati dei questionari relativi allo scorso anno formativo. Tra gli studenti di terzo, quarto e quinto anno, l’82% ha espresso un giudizio positivo sulla qualità del servizio ricevuto; la percentuale sale al 92% tra le famiglie. Particolarmente significativo il riscontro proveniente dal mondo del lavoro: il 98% dei tutor aziendali che hanno seguito i 412 studenti impegnati nei tirocini si è detto soddisfatto della loro preparazione complessiva e il 99% delle competenze professionali dimostrate.
«L’insegnante è un accompagnatore dei processi di crescita», ha sottolineato Malossini, ricordando come l’obiettivo non sia soltanto preparare professionisti nei settori industriale, artigianale, turistico e alberghiero, ma contribuire alla crescita culturale, civile e umana dei cittadini di domani.
Grande spazio è stato dedicato all’intelligenza artificiale, considerata una delle principali sfide che attendono scuola e formazione. Massimo Zancanaro, docente dell’Università di Trento e ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, ha richiamato l’attenzione sul rischio che la riduzione dello sforzo mentale favorita dalle nuove tecnologie possa portare alla perdita di alcune competenze. Roberto Loro, presidente della sezione Informatica e Tecnologie digitali di Confindustria Trento, ha insistito sulla necessità di insegnare ai giovani a formulare domande e, soprattutto, a valutare criticamente le risposte.
Ospite dell’incontro anche Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, che ha affrontato il rapporto tra adulti e adolescenti. Secondo Pellai, nel tentativo di evitare ai figli disagio e frustrazione si rischia di renderli meno preparati ad affrontare le difficoltà. Famiglia e scuola devono invece essere capaci di allenare i giovani alla vita, accompagnandoli verso l’autonomia.
Da qui le priorità indicate da Enaip per i prossimi anni: centralità della persona, relazione educativa, inclusione, educazione alle emozioni, preparazione a un mercato del lavoro in continua trasformazione e sviluppo del pensiero critico di fronte alle nuove tecnologie.
Una sfida riassunta da Malossini in una frase: «Non dobbiamo soltanto formare studenti che sappiano usare gli strumenti del futuro, ma adulti che sappiano governarli».