
Ottantuno anni dopo la storia torna a emozionare. Un bombardiere americano abbattuto nei cieli del Trentino, sette aviatori lanciatisi con il paracadute, una fuga verso la salvezza, il coraggio di chi rischiò la vita per nascondere i soldati e due giovani uccisi dalle SS a Ceniga. Una pagina drammatica della Seconda guerra mondiale è tornata a vivere venerdì 9 ottobre nel Municipio di Dro, dove la sindaca Ginetta Santoni ha accolto Glenda Slade, nipote del pilota americano Jay DeBoer, accompagnata dall’amica Linda e da Larry Pisoni, cittadino di Pietramurata che da anni custodisce la memoria di quella vicenda.
Era il 27 febbraio 1945 quando il bombardiere B-25J Mitchell, soprannominato Miss Bobby, venne colpito e precipitò sulle pendici del Monte Bondone, sopra Lagolo. I sette uomini dell’equipaggio riuscirono a salvarsi lanciandosi con il paracadute, ma il destino riservò loro sorti profondamente diverse.
Il pilota Jay DeBoer sopravvisse alcuni giorni nei boschi prima di essere soccorso da don Domenico Vanzetta e, grazie a una rete di aiuti, raggiunse la Svizzera. Due commilitoni finirono prigionieri in Germania, mentre altri due trovarono protezione presso famiglie trentine e partigiani locali.
Per Lucian Crutchfield e William Brooks, invece, non ci fu salvezza: catturati dalle SS, vennero fucilati a Ceniga, durante il trasferimento verso Arco. Oggi un cippo nei pressi del capitello di San Rocco ne custodisce il ricordo.
Le lacrime davanti ai frammenti del bombardiere
Durante l’incontro, organizzato nel segno della memoria e dell’amicizia tra popoli, la sindaca Santoni ha consegnato a Glenda Slade una lettera di benvenuto e il volume Fragmenta, dedicato alla storia di Dro. Particolarmente emozionante il gesto di Antonella Previdi, rappresentante dell’Associazione Benàch di Nago, che ha donato alla visitatrice un libro dedicato al Miss Bobby e alcuni frammenti originali dell’aereo recuperati dai soci dell’associazione.
Toccare quei piccoli resti del bombardiere ha commosso Glenda Slade fino alle lacrime. Un contatto tangibile con la storia dello zio e con il territorio che contribuì alla sua salvezza.
La sindaca Santoni ha voluto ringraziare particolarmente Larry Pisoni, vissuto per circa cinquant’anni negli Stati Uniti, che ha mantenuto i contatti con le famiglie degli aviatori e realizzato il cippo commemorativo di Ceniga. «Momenti commuoventi che aggiungono tasselli di storia e di sentimento», ha commentato la sindaca Santoni.
La visita si è conclusa proprio a Ceniga, davanti al monumento dedicato ai due aviatori uccisi. Un momento di raccoglimento, ottantuno anni dopo, perché la memoria non conosce confini. (nf)