Articolo pubblicato il: 24/05/2026 alle 18:00
La Busa - Da bancario e politico alla scrittura noir: l’arcense Sergio Leoni debutta con “L’Ombra del Castello”
Posted By Redazione
Categoria: Cultura, Notizie

 

Arco, i suoi portici, il castello che domina la città, la pioggia di novembre, gli ulivi di Làghel e i segreti che scorrono silenziosi tra le vie del centro storico. Sono questi gli ingredienti di “L’Ombra del Castello”, il romanzo d’esordio dell’arcense Sergio Leoni, alla sua prima esperienza nel mondo della narrativa noir (da oggi, sabato 23 maggio, disponibile sulla piattaforma Amazon).
A presentare pubblicamente il libro è stato il giornalista, storico e scrittore Cornelio Galas, autore della prefazione, che racconta di essere rimasto sorpreso dalla qualità dell’opera e dalla capacità dell’autore di muoversi in un genere complesso come il giallo noir.
“Sergio lo conoscevo come bancario, politico impegnato nel sociale e nella tutela dell’ambiente, appassionato di arti meditative e persona capace di sdrammatizzare ogni situazione con ironia”, scrive Galas. “Nulla sapevo invece della sua passione per la scrittura”.

 

Ed è proprio questa scoperta ad aver colpito il prefatore, che definisce il romanzo capace di evitare “la sensazione del già letto”, costruendo una trama credibile, ritmata e profondamente legata al territorio altogardesano.
Non a caso Arco, nel libro, non è soltanto lo sfondo della vicenda. Diventa quasi un personaggio vero e proprio. Via Segantini, le Marocche di Dro, il viale delle Palme, il vento del Garda e il castello arcense accompagnano il lettore in un’atmosfera definita “cinematografica”, fatta di capitoli brevi, tensione narrativa e dialoghi secchi.
Curiosa anche la scelta di Galas di sottoporre il romanzo a una sorta di “giudizio digitale”, chiedendo una valutazione all’Intelligenza Artificiale. Il responso, racconta, sarebbe stato sorprendentemente positivo: “Un giallo classico d’ambientazione trentina che mescola il whodunit all’inglese con il noir di provincia italiano”.
Tra i punti di forza segnalati emergono soprattutto l’ambientazione, la credibilità dei personaggi e la protagonista Livia Zanoni, descritta come una figura solida, concreta e lontana dagli stereotipi classici del detective tormentato.
Ma il cuore del romanzo sembra essere soprattutto un altro: il rapporto tra comunità e verità. “Qui ad Arco la gente confonde la pace con il silenzio”, è una delle frasi chiave del libro, destinata probabilmente a far discutere.
E forse è proprio questo il tratto più interessante dell’esordio letterario di Sergio Leoni: raccontare il lato oscuro delle piccole comunità senza perdere il legame affettivo con il territorio. Tanto che qualcuno, scherzando ma non troppo, immagina già una futura serie dedicata ai “casi di Livia Zanoni ad Arco”. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 24/05/2026 19:17
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