Articolo pubblicato il: 05/11/2026 alle 11:02
La Busa - Castagneti storici del Basso Sarca, biodiversità che sorprende
Posted By Redazione
Categoria: Agricoltura, Notizie, Scienze

I castagneti storici del Trentino custodiscono una biodiversità che sorprende. A documentarlo sono i primi risultati di uno studio condotto dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento: nel 2026 in 38 marroneti storici del Trentino sono state censite 468 specie di piante, per un totale di 2.442 osservazioni.

 

 

Le specie rilevate rappresentano circa il 18% dell’intera flora provinciale, quasi un quinto del totale. Tra le piante rilevate figurano anche diverse specie rare e a rischio di estinzione, tra cui 14 diverse specie di orchidee e più di 10 in lista rossa provinciale. I siti studiati sono distribuiti in diverse aree del Trentino, dalla Valsugana al Basso Sarca, dalla Valle di Cembra alla Val di Sole, fino alla Val d’Adige, alla Val Rendena e al Chiese.
I risultati restituiscono una prima misura del valore ecologico e culturale di questi ambienti, oggi chiamati a confrontarsi con i cambiamenti climatici e con profonde trasformazioni sociali. I castagneti storici sono infatti habitat seminaturali mantenuti attraverso pratiche agronomiche estensive. La loro conservazione dipende dalla continuità delle cure e dal sostegno alle comunità che custodiscono questo patrimonio.

Un progetto tra biodiversità e cambiamenti globali
Il progetto “Il castagneto storico tra valenza socio-ecologica e cambiamenti globali” studia 60 castagneti storici tra Trentino ed Emilia-Romagna e la ricerca si concentra su marroneti con alberi centenari e una gestione continuativa da almeno dieci anni. L’obiettivo è capire come questi ambienti stiano cambiando in un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dalla diffusione delle patologie, dalle trasformazioni economiche e sociali e dalla crescente pressione verso modelli agricoli più produttivi.

Le prime analisi in Trentino
Tra maggio e luglio 2026 ricercatrici e ricercatori del MUSE hanno effettuato rilievi floristici standardizzati in 38 siti distribuiti in nove macroaree che comprendono i principali territori tradizionalmente vocati alla castanicoltura, tra i quali anche il Basso Sarca.
Le analisi successive permetteranno di approfondire la distribuzione delle specie tra i siti e le relazioni tra la diversità vegetale, le condizioni ambientali e le modalità di gestione dei marroneti. Nel 2027 saranno effettuati ulteriori rilievi dedicati allo stato di abbandono della castanicoltura in Trentino, per ampliare il quadro delle trasformazioni in corso e mettere in relazione la biodiversità con le condizioni di gestione. I risultati potranno fornire indicazioni utili per il territorio, sostenendo chi si prende cura di questi ambienti e contribuendo a definire strategie di valorizzazione e tutela. Conservare un castagneto storico significa proteggere non soltanto alberi secolari e ambienti ricchi di biodiversità, ma anche le conoscenze, le pratiche tradizionali e i legami culturali tramandati nel corso delle generazioni.

Il ruolo di castanicoltrici e castanicoltori
Accanto ai rilievi botanici, il progetto raccoglie le testimonianze di chi gestisce i marroneti, attraverso interviste e questionari sulle pratiche adottate e sui cambiamenti osservati negli ultimi dieci anni. Più degli aspetti produttivi, a motivare la cura dei castagneti sono soprattutto l’attaccamento culturale, affettivo e storico e la volontà di preservare il paesaggio e l’ambiente.

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