
Ci sono feste che non sono semplicemente appuntamenti in calendario, ma pezzi di identità collettiva. Ad Arco il Carnevale è una di queste. Compie 150 anni e attraversa la storia cittadina come un filo resistente: cambia il mondo, cambiano i confini, cambiano le mode… e lui resta lì, fedele al suo motto più famoso: «Semel in anno licet insanire». Una volta all’anno è lecito “impazzire”. O, più semplicemente, respirare. Non è un dettaglio, oggi, in un tempo complesso e pieno di inquietudini. Il Carnevale, come nel dopoguerra, torna a essere un invito a ritrovarsi, sorridere, alleggerire. E a ricordare che anche nei periodi più duri Arco ha sempre saputo costruire spazi di comunità.
L’edizione del 150° è stata presentata giovedì 5 febbraio nella sala di rappresentanza di Palazzo Giuliani Marcabruni, con un tavolo affollato di volti e responsabilità: la Pro loco di Arco (organizzatrice) guidata dal presidente Mario Matteotti, il Comune con la sindaca Arianna Fiorio e l’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, la Comunità Alto Garda e Ledro con l’assessora Letizia Vicari, Assocentro con il presidente Mattia Detoni e il segretario Gianni Angelini, l’Apt Garda Dolomiti con il presidente Silvio Rigatti e Daniele Tonelli, la Federazione trentina delle Pro loco con Sebastiano Matteotti, e la Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto con il presidente Enzo Zampiccoli. Un parterre da grande occasione, per una festa che è maschere e risate, ma anche memoria, lavoro e cura, in programma nei due prossimi fine settimana (7 e 8 febbraio e 13, 14, 15 febbraio).
Floriani: «Avvolge il centro della città»
A inquadrare il valore dell’anniversario è stato Massimiliano Floriani, assessore alla cultura del Comune di Arco: «Il Carnevale di Arco è un evento che avvolge il centro della città, e il merito è dei volontari che instancabilmente, ogni anno, mettono la propria passione e il proprio tempo al servizio della comunità». Poi la prospettiva lunga: «Il Carnevale è tradizione e socialità… tramandato da padre in figlio, da nonno a nipote». E la frase che suona come una definizione perfetta: «Le amministrazioni cambiano, i governi e addirittura i confini di Stato, ma il Carnevale è rimasto al suo posto». Non una goliardia vuota, anzi: «Ha saputo fare ironia e sarcasmo… canzonando e alleggerendo gli eventi che hanno contraddistinto il cammino di tutti noi».
Matteotti: «58 anni con il sottoscritto»
Poi lui, Mario Matteotti, presidente della Pro loco di Arco, voce e motore di questa storia: «Questi 150 anni, di cui 58 con il sottoscritto, sono la storia della città». Ricorda quando Arco viveva il Carnevale “in modo collettivo e totale”: «Eravamo nel dopoguerra… senza mezzi si costruiva una festa grandissima e bellissima». Per il 150° sottolinea due emozioni: «La presenza di una delegazione della fondazione Carnevale di Viareggio» e «la possibilità di avere come speaker Carlo Modena». Sui carri allegorici, l’ammissione che tanti pensano: «La burocrazia e le norme di sicurezza lo rendono troppo difficile». E sulla satira, dopo le polemiche: «Il Carnevale di Arco è proprietà della città e la politica non c’entra». Infine la dedica che stringe il cuore: «Come tutti gli anni ricordiamo un amico, Albino Marchi… È stato lui il vero presidente del Carnevale». Matteotti lo ha voluto anche sulla copertina del libretto: un segno che la festa cammina con le persone, anche con quelle che non ci sono più.
Fiorio: «Sarò un tema di Arco Rida»
La sindaca Arianna Fiorio parla di un valore “raro”: «Che una manifestazione rimanga nel tempo… è davvero una cosa rara». La storia lo dimostra: «Ci sono stati periodi di grande successo e altri più difficili, ma gli organizzatori sono sempre riusciti a rialzarsi». Sulla satira, con sorriso: «Immagino che anch’io… sarò un tema della Arco Rida, ma sono abbastanza ironica per aspettarmi un bel momento di divertimento e socialità». E ringrazia chi regge il timone: «Il volontariato rimane un valore fondamentale».
Vicari, Rigatti, Zampiccoli: la festa che fa comunità
Letizia Vicari, assessora della Comunità Alto Garda e Ledro, ricorda che è «una festa per i bambini» in un tempo «non propriamente sereno» e aggiunge un gesto bello: «Distribuiremo la torta del 150° agli ospiti della Fondazione Comunità di Arco».
Silvio Rigatti, presidente Apt Garda Dolomiti, parla di «energia di una comunità», di volontariato e tradizione, con un occhio al territorio: «Durante il Carnevale… è un periodo vivace per il turismo». E confessa: «Sogno il ritorno dei carri allegorici».
Enzo Zampiccoli, presidente Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto, sintetizza così: «Compiere 150 anni e non sentirli» perché il Carnevale «ha saputo trasformarsi». Ma la chiave è sempre la stessa: «Sono le persone che fanno la differenza… Mario Matteotti è una risorsa fondamentale».
Detoni e Sebastiano Matteotti: burocrazia, entusiasmo e satira
Mattia Detoni, presidente Assocentro, racconta il dietro le quinte: «Nell’epoca della burocrazia affianchiamo le associazioni… per sollevarle dal tempo e dalle energie che richiede».
Sebastiano Matteotti, Federazione trentina delle Pro loco, parla di volontari «preparati» e lancia una frase che suona attuale: «Di questi tempi di satira ne abbiamo tanto bisogno». E chiude con una previsione divertita: «Il problema della Arco Rida sarà trovare posto per tutto il pubblico».
Carlo Modena: «Valeva Sanremo»
Infine la voce che torna: Carlo Modena, rivano, storico presentatore del Carnevale, già al centenario. «Mario Matteotti mi ha detto: “Tu al centesimo c’eri, devi esserci anche al centocinquantesimo”». Ricorda «l’amico Bepi Filippi» che lo chiamò a fare lo speaker e quel tempo in cui il Carnevale «aveva lo stesso valore del Festival di Sanremo». Poi, semplice: «La mia gratitudine va a Mario Matteotti».
E così, tra memoria e risate, Arco si prepara a festeggiare. Perché “Semel in anno licet insanire” qui non è una citazione: è un abbraccio collettivo.
Nicola Filippi