
Il 3 gennaio 1941 moriva battendosi coraggiosamente nella sanguinosa battaglia di Bardia in Libia. A 85 anni di distanza, il comune di Arco ha ricordato Bruno Galas, Medaglia d’oro al valor militare, e il suo eroico sacrificio.
Sia il comune che gli diede i natali che quello di Riva del Garda, dove visse per qualche anno e dove riposano le sue spoglie, hanno intitolato al suo nome una via. Alla celebrazione hanno preso parte la sindaca Arianna Fiorio e l’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, alcuni parenti (tra i quali il nipote Renzo Galas, anch’egli carrista, che portava al petto la medaglia d’oro del nonno), e le rappresentanze degli Alpini (presenti il consigliere di sezione Carlo Zanoni e quello di zona Mario Gatto), dell’Unione nazionale sottufficiali d’Italia (sezione Alto Garda e Ledro) e dell’Associazione nazionale carristi d’Italia (la cui sezione trentina è intitolata proprio a Bruno Galas).
«La storia non va giudicata oggi – ha detto, tra l’altro, la sindaca – ma va letta con gli occhi dei periodi storici di riferimento, con i valori e il sentire comune dell’epoca. In quel momento storico arruolarsi volontariamente per la propria patria rappresentava un gesto di grande valore. Oggi commemoriamo una giovane vita spezzata, e insieme a quella di Bruno Galas le altre tante prematuramente finite.»
«Sono trascorsi 85 anni -ha aggiunto la sindaca- e voglio credere che oggi nessuno possa più contemplare che ci siano valide ragioni perché altri giovani possano morire in guerra. La storia dell’uomo deve portare con sé un’evoluzione dei valori, a mio avviso la guerra dovrebbe diventare un tabù, la guerra è sempre contro i popoli e i deboli; eppure, oggi più che mai, sembra che l’uomo non abbia imparato nulla. La vita è sacra e deve sempre essere rispettata.»
Nel salutare i presenti all’intimo momento di ricordo il nipote Renzo Galas ha ringraziato il Comune il cantiere comunale che recentemente ha ricollocato (orientandolo verso il passaggio pedonale anziché verso la strada) il cippo in ricordo del nonno, pulendo e decorando in modo finalmente consono l’aiuola che lo ospita.



