
Un base jumper sloveno di 39 anni ha perso la vita nella tarda mattinata di giovedì 1 gennaio dopo essersi lanciato da Cima Capi, tra la Val di Ledro e il Lago di Garda.
Secondo le prime ricostruzioni subito dopo il lancio l’uomo avrebbe impattato contro la parte alta della parete strapiombante, rimanendo poi appeso con la vela a due arbusti lungo la verticale della montagna, a una quota di circa 600 metri di quota. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato intorno alle 12 da alcuni testimoni che avevano notato la vela ferma in parete.
La Centrale Unica di Emergenza ha immediatamente attivato l’elicottero di soccorso, mentre a terra si preparavano gli operatori delle Stazioni di Val di Ledro e Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico. Una volta sul posto l’equipaggio ha individuato la vela dall’alto e ha verricellato in parete il tecnico di elisoccorso, facendolo calare circa 60 metri più a monte, in posizione di sicurezza, per evitare che lo spostamento d’aria potesse gonfiare la vela e provocare una caduta.
Il soccorritore ha quindi predisposto un ancoraggio e si è calato fino a raggiungere il base jumper. Purtroppo, una volta raggiunto, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Ottenuto il nullaosta delle autorità competenti il tecnico di elisoccorso ha provveduto a mettere in sicurezza il corpo e l’attrezzatura. Successivamente l’elicottero ha trasportato in parete altri due soccorritori alpini per supportare le operazioni di recupero della salma e del materiale. L’intervento si è concluso intorno alle 14.15.