
Con le prime piogge di stagione è ricominciata una delle migrazioni più delicate per la fauna dell’Alto Garda: quella degli anfibi che dalle montagne scendono verso le zone umide per riprodursi. Tra i punti più sensibili c’è la Riserva naturale provinciale del lago di Loppio, dove in queste settimane rane, rospi e tritoni arrivano per deporre le uova prima di tornare nei boschi in cui vivono per gran parte dell’anno.
A lanciare l’appello ai cittadini è Alessandro Marsilli, naturalista e faunista, che invita automobilisti e residenti a prestare particolare attenzione lungo le strade della zona nelle serate piovose e umide. Proprio in queste condizioni, infatti, gli anfibi si muovono più numerosi e devono attraversare alcune arterie trafficate.
Uno dei tratti più critici è la Strada statale 240 di Loppio e Val di Ledro, che taglia una delle principali rotte di migrazione. Per ridurre il rischio di mortalità degli animali intervengono ogni anno decine di volontari, che nelle ore serali e notturne aiutano gli anfibi ad attraversare la carreggiata in sicurezza.
«Siate gentili con i volontari e rallentate se osservate movimento», è l’invito rivolto agli automobilisti. Durante queste notti non è raro vedere persone con giacche ad alta visibilità lungo i bordi della strada impegnate a raccogliere rospi e rane e a trasferirli oltre la carreggiata.
La migrazione non riguarda solo l’area di Loppio. Nei prossimi giorni è possibile incontrare volontari anche lungo le strade di Nago, Fiavé, Tenno, Lagolo e Cei, altri punti del territorio dove gli anfibi si spostano verso le aree di riproduzione.
Il fenomeno segue un ciclo naturale ben preciso. Gli anfibi trascorrono la maggior parte dell’anno nei boschi e nelle zone umide di montagna, ma all’arrivo delle piogge primaverili intraprendono un viaggio spesso lungo centinaia di metri – talvolta anche chilometri – per raggiungere stagni, laghi e paludi dove deporre le uova. Una volta conclusa la riproduzione, molti individui ripercorrono la stessa strada per tornare ai loro habitat terrestri.
Proprio durante questi spostamenti le strade rappresentano il pericolo maggiore. Senza l’intervento dei volontari, spiegano gli esperti, migliaia di anfibi rischierebbero di essere schiacciati dal traffico, con conseguenze importanti anche per la biodiversità locale.
Le attività di salvataggio rientrano nella campagna “Save the Prince”, progetto sostenuto anche dal WWF Trentino e da numerosi volontari del territorio. Oltre al lavoro sul campo, l’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza degli anfibi negli ecosistemi naturali.
Rane, rospi e tritoni svolgono infatti un ruolo fondamentale negli equilibri ambientali: contribuiscono al controllo degli insetti e sono indicatori preziosi della qualità degli habitat.
Chi desidera partecipare alle attività di monitoraggio e salvataggio può ottenere informazioni e iscriversi come volontario attraverso il sito savetheprince.net, dove sono indicati i turni e le modalità di partecipazione.
Nel frattempo, l’invito rivolto a chi percorre le strade dell’Alto Garda nelle serate piovose è semplice ma fondamentale: rallentare, prestare attenzione e rispettare il lavoro dei volontari. Un piccolo gesto che può fare la differenza per la sopravvivenza di centinaia di anfibi in migrazione. (n.f.)