
L’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto compie un importante passo avanti nel campo della diagnostica cardiovascolare avanzata, con i primi pazienti sottoposti a risonanza magnetica cardiaca con stress farmacologico, un esame di secondo livello fondamentale per lo studio non invasivo delle patologie del cuore. Questo traguardo è il risultato di un lavoro congiunto e multidisciplinare che ha visto protagoniste l’Unità operativa multizonale di radiologia di Rovereto e Arco e l’U.o. di cardiologia di Rovereto. Collaborazione che permette di unire le competenze cliniche del cardiologo alla precisione diagnostica del radiologo, garantendo al paziente un percorso di cura integrato e di altissima qualità.
«La Cardio-RM con stress farmacologico – spiega Alessandro Marinetti dell’U.o di radiologia – è una metodica diagnostica avanzata che permette di valutare la perfusione del muscolo cardiaco e la sua funzionalità sotto sforzo, simulato attraverso la somministrazione di un farmaco specifico». «L’esame – aggiunge Cristiana Giovanelli dell’U.o. di cardiologia – è particolarmente indicato per identificare la presenza di ischemie miocardiche o danni pregressi dovuti a infarti, fornendo dettagli anatomici e funzionali che altre tecniche non riescono a offrire».
Si tratta di un esame sicuro, privo di radiazioni ionizzanti e con una precisione superiore rispetto ai test da sforzo tradizionali.
L’attivazione della RM cardiaca da stress rientra nel piano di potenziamento tecnologico e clinico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, volto a portare le migliori innovazioni diagnostiche direttamente sul territorio.
