
Il Trentino perde una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento nel mondo della medicina sportiva e dell’associazionismo sportivo. È scomparso il dottor Giacomo Costa, 90 anni, di Riva del Garda, medico dello sport, dirigente del CONI e protagonista anche della vita pubblica locale.
Medico specializzato nella tutela sanitaria degli atleti, Costa ha dedicato gran parte della propria attività professionale alla promozione di uno sport sano e sicuro. Per molti anni è stato presidente del Comitato provinciale del CONI di Trento, incarico ricoperto fino ai primi anni Duemila, e presidente della Casa di Riposo di Riva del Garda.
Costa si è spento all’ospedale di Arco dove era ricoverato da tempo in seguito alle conseguenze di una caduta avvenuta nella sua abitazione. Era arrivato nell’Alto Garda da giovane insieme alla madre, anestesista all’ospedale di Riva del Garda, e proprio qui aveva scelto di costruire la propria vita e la propria carriera. Dopo aver abitato a Torbole e successivamente ad Arco, si era infine stabilito a Riva del Garda. Negli anni Settanta aprì a Riva del Garda il primo ambulatorio di medicina sportiva del territorio, dando vita a un’attività destinata a diventare un punto di riferimento per generazioni di atleti.
La sua competenza e la sua disponibilità lo portarono a collaborare come medico sportivo con numerose società calcistiche dell’Alto Garda e della Vallagarina, tra cui Mori, Arco, Benacense e Dro, seguendo inoltre discipline come il ciclismo e il motocross, seguendo generazioni di giovani atleti. Un impegno svolto spesso anche a titolo volontario, con la convinzione che lo sport fosse prima di tutto un valore educativo e uno strumento di crescita.
A ricordarlo con commozione è l’amico fraterno Ugo “Bike” Perini: «Era una persona capace, altamente professionale e sempre disponibile con tutti. Per noi è stato una vera icona della medicina dello sport».
Il suo nome è legato soprattutto all’impegno nella lotta contro il doping. Già alla metà degli anni Novanta, quando il fenomeno era ancora poco affrontato pubblicamente, Costa denunciò con decisione la diffusione delle pratiche dopanti anche negli sport invernali e nel ciclismo dilettantistico. Le sue prese di posizione suscitarono un acceso dibattito e forti polemiche, ma contribuirono ad aprire una riflessione nazionale sulla tutela della salute degli atleti e sull’etica sportiva. In quegli anni ricevette anche il sostegno del Consiglio comunale di Trento per il coraggio dimostrato nel portare il tema all’attenzione pubblica.
Era inoltre autorizzato all’attività di certificazione per l’idoneità sportiva agonistica presso la Casa di Cura Eremo di Arco.
Convinto sostenitore del valore educativo dello sport, ha partecipato a numerosi incontri pubblici dedicati alla prevenzione, alla salute e ai corretti stili di vita.
Parallelamente all’impegno sanitario e sportivo, Costa ha avuto anche un ruolo nella vita politica e amministrativa del territorio, sedendo in consiglio comunale a Riva del Garda negli anni Settanta, esperienza che testimonia la sua attenzione per la comunità oltre che per lo sport.
Le esequie si svolgeranno lunedì 13 luglio alle ore 14 e 30 presso la Chiesa Arcipretale di Riva del Garda.