
Con la scomparsa di Pietrino Forcinella se ne va uno dei protagonisti della rinascita turistica di Arco. È morto lunedì 29 giugno all’età di 91 anni a Ceniga di Dro, lasciando il ricordo di un amministratore, insegnante e dirigente che ha saputo guardare avanti, contribuendo in modo decisivo a costruire il nuovo volto della città dopo la fine dell’epoca dei sanatori.
Nato il 13 gennaio 1935 a Maenza, in provincia di Latina, Forcinella arrivò in Trentino negli anni Cinquanta come insegnante. Dopo aver lavorato nelle scuole medie di Cavedine e successivamente di Dro, negli anni Settanta lasciò l’insegnamento per assumere la direzione dell’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Arco, chiamato a ricoprire un incarico destinato a segnare profondamente la storia della città.
In un’intervista rilasciata nel 2018 a Nello Morandi per il mensile La Busa, Forcinella ricordava come quell’approdo fosse nato quasi per caso, dopo il successo della manifestazione “Prugno Fiorito” organizzata a Dro. A convincere gli amministratori fu la sua capacità di trasformare le idee in progetti concreti.
Accanto al presidente Fausto Gobbi diede vita a quello che lui stesso definiva il “pensatoio”: poche stanze ricavate nella stazione delle autocorriere, dalle quali nacquero però le strategie che permisero ad Arco di reinventarsi come destinazione turistica dopo il declino della città-sanatorio. Per Forcinella era necessario guardare “dieci anni avanti”, non limitarsi all’emergenza del presente.
Furono anni di straordinario fermento. Tra le iniziative promosse dall’Azienda di soggiorno arrivarono ad Arco una tappa del Cantagiro, il Giro d’Italia con la cronometro Arco-Arco e la passerella finale verso Milano, il concorso ippico internazionale, le mostre d’arte, il Torneo Internazionale Giovanile “Città di Arco”, il Circuito degli Assi destinato a diventare il Giro del Trentino (poi tour of the Alps) e la Pasqua Musicale, manifestazione che coinvolse artisti di livello internazionale grazie alla collaborazione con il musicista tedesco Peter Braschkat.
Sempre in quegli anni Arco ospitò il congresso nazionale delle Aziende di Cura e Soggiorno, con la partecipazione di 405 delegazioni su 410 provenienti da tutta Italia, confermando il ruolo centrale che la città stava riconquistando nel panorama turistico nazionale.
Per Forcinella uno dei simboli più concreti di quella rinascita fu la costruzione del Palace Hotel Città, sorto sull’area di un ex sanatorio e considerato da lui l’emblema del passaggio definitivo dalla vocazione sanitaria a quella turistica.
Anche negli anni successivi continuò a seguire con attenzione l’evoluzione del territorio. Nell’intervista del 2018 riconosceva come Arco avesse saputo valorizzare le falesie, trasformandosi in un punto di riferimento mondiale per l’arrampicata, ma invitava anche a tornare a pianificare il futuro con lo stesso coraggio degli anni della rinascita, evitando di vivere soltanto dell’eredità di quel periodo.
Accanto all’attività nel turismo Forcinella fu una figura di primo piano anche nella vita pubblica di Dro: assessore alla cultura e allo sport, sindaco per due legislature, assessore comprensoriale e componente del consiglio di amministrazione dell’Ospedale di Arco. Tra le iniziative di cui andava più orgoglioso ricordava la nascita dei Giochi comprensoriali, il premio letterario per gli studenti delle scuole superiori e la realizzazione del centro sportivo di Oltra.
Lascia i figli Giorgio e Roberto, gli adorati nipoti Matteo, Alessio, Camilla e Riccardo, la pronipote Cleopatra e tutti i familiari. L’ultimo saluto sarà celebrato mercoledì 1 luglio alle ore 17 nella chiesa di Ceniga di Dro.


