
Lunedì 23 febbraio alle 14.30, nella Chiesa Arcipretale di Riva del Garda, la comunità rivana si stringerà per l’ultimo saluto a Giovanni Ferrati. Aveva 77 anni. Con la sua scomparsa se ne va non solo un uomo amato dalla famiglia, ma anche una figura simbolo del commercio locale, una vera istituzione per chiunque amasse il pesce fresco e i sapori autentici del mare.
Giovanni Ferrati non ce l’ha fatta all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove era stato trasportato d’urgenza dopo un malore improvviso. A darne il triste annuncio sono la moglie Gioia e le figlie Jutta ed Elisa che hanno voluto ricordarlo come un uomo che ha dedicato la vita al lavoro e alla famiglia.
Per Riva del Garda Ferrati era molto più di un commerciante. Era “il maestro del pesce”, appellativo conquistato negli anni grazie a una competenza rara, a una passione inesauribile e a quella capacità tutta sua di trasformare una semplice vendita in un momento di incontro, di racconto, di scambio umano.
Originario di Sottomarina di Chioggia, Giovanni era approdato nell’Alto Garda negli anni Ottanta, portando con sé l’eredità culturale e gastronomica della sua terra. Chioggia, con il suo mercato ittico, i suoi colori e la sua tradizione marinara, non era mai rimasta davvero lontana: viveva ogni giorno dietro il suo bancone, nei consigli dispensati ai clienti, nelle ricette suggerite con entusiasmo, nei sorrisi che non mancavano mai.
La sua avventura imprenditoriale era iniziata in via Prati, dove aveva aperto la prima pescheria, per poi proseguire in viale Trento, al civico 59, diventato nel tempo un punto di riferimento per generazioni di rivani. Non solo famiglie, ma anche ristoratori e albergatori si affidavano alla sua esperienza, certi di trovare qualità, freschezza e, soprattutto, il suggerimento giusto per valorizzare ogni piatto di mare o di lago.
Giovanni non aveva mai davvero preso in considerazione l’idea della pensione. A 77 anni era ancora dietro il bancone, mosso da un’energia che sembrava inesauribile. Proprio lì, nel suo negozio, sabato mattina, poco dopo le 10, un malore improvviso lo ha colto mentre stava servendo un cliente. I soccorsi, intervenuti tempestivamente, hanno disposto il trasferimento in elicottero al Santa Chiara, dove i medici della terapia intensiva hanno tentato ogni possibile intervento. Ma il suo cuore, alla fine, ha ceduto.
Nel mondo del commercio e della ristorazione locale il vuoto è profondo. Ferrati aveva saputo ricreare a Riva del Garda un piccolo angolo di Chioggia: non solo per il pesce esposto, ma per l’atmosfera, per il calore umano, per quella miscela di professionalità e simpatia che rendeva la sua bottega un luogo speciale.
In queste ore sono numerosi anche i messaggi di affetto comparsi sui social. Particolarmente toccante il ricordo della figlia Elisa Ferrati, che ha voluto condividere pubblicamente una foto insieme al padre, scegliendo come colonna sonora “La rondine” di Giorgia Andreozzi e accompagnando l’immagine con poche, intensissime parole: «…tu, il mio cuore ❤️».
Insieme all’inseparabile moglie Gioia, Giovanni aveva costruito negli anni un rapporto autentico con la clientela. Molti clienti erano diventati amici, legati non solo alla qualità dei prodotti, ma a un modo di lavorare fatto di fiducia, dialogo e genuina passione. Anche durante la pandemia, Giovanni non si era fermato: aveva anzi perfezionato il servizio di consegna a domicilio, portando il pesce fresco direttamente nelle case, mantenendo vivo un legame umano prezioso in un periodo difficile.
Lunedì, nella Chiesa Arcipretale, saranno in molti a voler rendere omaggio al “maestro del pesce”. Non solo per ricordare il commerciante, ma l’uomo, il professionista, il volto sorridente che per oltre quarant’anni ha accompagnato la vita della città, portando ogni giorno un pezzo di mare sulle tavole dell’Alto Garda. (n.f.)