Articolo pubblicato il: 03/09/2026 alle 12:00
La Busa - A Nago-Torbole musica e festa, Arco e Riva stanno a guardare
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Spettacoli

di Fabio Galas

C’è un Comune dell’Alto Garda che da anni sembra aver capito una cosa piuttosto semplice: organizzare cultura e spettacolo significa anche far divertire la gente. Senza complessi, senza dover necessariamente educare il pubblico, senza pretendere che ogni serata debba trasformarsi in una raffinata esperienza per intenditori. Quel Comune è Nago-Torbole.
La programmazione costruita negli ultimi undici anni parla da sola. Da Branduardi a Bennato, da Max Gazzè a Diodato, da Elisa a Daniele Silvestri, fino a Max Pezzali, Bobby Solo, Vandelli, Shel Shapiro, Nomadi e tanti altri. E il 26 settembre arriverà Gianni Morandi alle Foci del Sarca.
Nomi diversi, generazioni diverse, ma soprattutto artisti che la gente conosce dei quali, dopo poche note, il pubblico riconosce una canzone e comincia a cantare.

 



 

Può sembrare banale, ma non lo è affatto.
Perché basta spostarsi di pochi chilometri per trovare una situazione molto diversa. Ad Arco da anni si privilegiano spesso musica classica, jazz e proposte ricercate, pensate per un pubblico di appassionati. Anche quest’anno non sono mancati appuntamenti con musicisti dell’Est Europa e programmi sicuramente interessanti sotto il profilo culturale e musicale. Nulla da eccepire sulla loro qualità. Ma quanti cittadini coinvolgono realmente? Il problema non è il genere musicale, ci mancherebbe. Il problema nasce quando queste proposte diventano quasi l’unico modello culturale, lasciando scoperta una parte enorme della popolazione.
A Riva del Garda il panorama non è molto differente. Manifestazioni prestigiose come Musica Riva hanno una loro storia e un loro pubblico, mentre dall’altra parte trovano spazio iniziative dedicate ai giovanissimi e alla musica rap. Anche queste ben vengano.
In mezzo, però, sembra essersi aperto un vuoto.
È quello occupato da chi ha dai quaranta ai settant’anni e magari vorrebbe trascorrere una sera d’estate ascoltando un cantante italiano conosciuto, una buona band pop, musica anni Settanta, Ottanta e Novanta, disco music o semplicemente uno spettacolo popolare capace di far stare insieme qualche migliaio di persone.
Non tutto deve essere “per esperti”. E non tutto deve essere rivolto ai ventenni o ai bambini. La stessa Notte di Fiaba di Riva, grande manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone, ha ormai scelto con decisione il pubblico delle famiglie e dei più piccoli. Una scelta legittima e coerente con la manifestazione, tanto che per due edizioni consecutive è stata chiamata Cristina D’Avena. Ma, ancora una volta, rimane la domanda: e tutti gli altri?
A rispondere, per fortuna, ci pensa Nago-Torbole.
Il Comune ha deciso di investire risorse anche in una musica immediata, conosciuta, trasversale. Lo ha fatto senza rinunciare alla qualità e soprattutto senza vergognarsi della parola “popolare” che non significa necessariamente banale ma anche aggregazione, piazze piene, persone che cantano, ballano e trascorrono una serata insieme.
Lo abbiamo visto pochi giorni fa al Parco Pavese con Maurizio Vandelli che ha portato oltre duemila persone a cantare Battisti. C’erano giovani, adulti, anziani, ognuno con i propri ricordi, ma tutti davanti allo stesso palco. Con l’ingresso ad offerta devoluto ad Anffass. Questo è un evento popolare. E anche questo è cultura.
Poi c’è un altro tema: la programmazione.
Basta attraversare il confine provinciale e arrivare nella vicina Limone sul Garda per scoprire un modello ancora diverso. Già nel mese di marzo il paese dispone di un libretto con il programma dell’intera stagione: una trentina abbondante di appuntamenti per tutte le età distribuiti durante l’estate, compresi quattro spettacoli pirotecnici. Il turista sa cosa troverà, l’operatore economico può organizzarsi e il residente conosce con largo anticipo gli appuntamenti. L’evento non viene semplicemente annunciato qualche giorno prima ma diventa parte dell’offerta complessiva della località.
Ad Arco e Riva, invece, se cerchiamo durante l’estate grandi appuntamenti popolari capaci di coinvolgere un pubblico veramente eterogeneo troppo spesso ci troviamo davanti a un deserto. E non è questione di nostalgia per le vecchie feste di piazza. È una questione di equilibrio.
Ben vengano Mozart, il jazz, i musicisti internazionali e le sperimentazioni. Ben vengano il rap e gli eventi costruiti dalle associazioni giovanili. Ben vengano gli spettacoli per bambini.
Ma tra Mozart e il rap esiste un mondo. È fatto di decine di migliaia di residenti e turisti che sono cresciuti con Battisti, Morandi, i Nomadi, gli 883, la musica italiana, il pop e la disco. Persone che forse non cercano un festival sofisticato, ma semplicemente una bella serata.
Nago-Torbole lo ha capito da tempo. Ha investito, programmato e rischiato, portando sul territorio artisti importanti e costruendo negli anni un rapporto con il pubblico. Gli altri Comuni potrebbero almeno prendere appunti. Perché amministrare una località turistica significa certamente proporre cultura, ma anche creare occasioni per incontrarsi, sorridere, cantare e stare insieme.
E qualche volta una piazza piena di persone che cantano la stessa canzone vale più di tante raffinate programmazioni destinate a pochi.

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