Articolo pubblicato il: 25/04/2026 alle 10:30
La Busa - Il sogno di Bruno Calzà diventa realtà: Arco vota per Pertini
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Storia

 

Dopo oltre quindici anni di richieste, lettere e appelli, la proposta di Bruno “Piuma” Calzà approda finalmente in Consiglio comunale ad Arco. Martedì 28 aprile, infatti, l’aula sarà chiamata a discutere il punto numero 4 dell’ordine del giorno: “Toponomastica locale: intitolazione alla memoria di Sandro Pertini di area pubblica”.
Una decisione che per Calzà non rappresenta soltanto un atto amministrativo, ma un segnale culturale e civile profondo.
“Sono contento, fa piacere – racconta oggi alla redazione de La Busa – perché penso che il presidente Pertini sia una persona che unisce, tra le tante figure che invece in questo mondo dividono. Pertini è stata una persona che ha sempre unito tutto il Paese”.
Un nome che ad Arco non sarebbe soltanto una targa, ma un messaggio lasciato alle nuove generazioni.
Calzà, conosciuto da tutti come “Piuma”, storico volto della SAT arcense, escursionista e profondo conoscitore della rete sentieristica locale, da anni porta avanti questa battaglia civile. Ex presidente della SAT di Arco e autore della guida A piedi sui sentieri di Arco, ha sempre legato il suo impegno alla memoria del territorio e dei suoi valori più profondi.

 

 

Già il 25 marzo, attraverso le pagine de La Busa, aveva rilanciato il suo appello all’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio: dedicare una via, una piazza o uno spazio pubblico a Pertini, figura simbolo della Resistenza, dell’antifascismo e della Repubblica.
Ora quella richiesta diventa realtà politica.
Grande merito, sottolinea Calzà, va all’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, che ha scelto di raccogliere l’appello e trasformarlo in una proposta concreta.
“C’è da dare a Cesare quello che è di Cesare – dice senza esitazioni – tutto il merito va all’assessore Floriani, che ha preso a cuore questa proposta e l’ha portata in commissione toponomastica. Ancora più onore dal fatto che proviene da una lista civica e non da un partito: non vorrei che qualcuno ci mettesse il cappello”.
Un riconoscimento che Calzà rafforza con convinzione: “Era la persona giusta, quella che ci ha creduto davvero, al di là di ogni schema politico. In tempi come questi non è scontato trovare persone capaci di fare questo”.
Il luogo scelto dalla commissione ha un forte valore simbolico: la corte interna davanti all’ingresso principale del Municipio, accanto alle stele che ricordano i caduti arcensi della Prima Guerra Mondiale e i martiri della Resistenza.
Diventerà, se il Consiglio approverà, “Corte Pertini”.
“Meglio non poteva essere scelto – spiega Calzà – è un posto altamente qualificante, il più giusto possibile”.
L’obiettivo è ancora più ambizioso: riuscire a installare la stele commemorativa entro il 28 giugno, data che ad Arco assumerebbe un forte valore simbolico e civile.
Da un lato, infatti, richiama la memoria della tragedia dell’estate del 1944, quando nell’Alto Garda si consumò una delle pagine più drammatiche dell’occupazione nazista: tra Riva del Garda, Arco, Nago e Torbole, su ordine del maggiore Rudolf Tyrolf, comandante della polizia tedesca di Bolzano, venne messa in atto una feroce repressione che portò all’uccisione di undici persone, oltre ad arresti e torture.
Dall’altro, il 28 giugno richiama anche un episodio profondamente legato alla figura di Pertini: il celebre discorso pronunciato a Genova il 28 giugno 1960 durante le proteste antifasciste contro il congresso del MSI e il governo Tambroni. Fu il famoso discorso del “du brichettu”, considerato uno dei momenti simbolici dell’antifascismo repubblicano.
“Sarebbe la data più bella – racconta ancora Calzà – un bellissimo momento di riconoscenza verso una figura storica di levatura straordinaria, un uomo che ha pagato sulla propria pelle le proprie scelte, che ha sempre avuto a cuore i giovani e si è sempre rivolto a loro”.
Ed è proprio qui il cuore della proposta: non una semplice intitolazione, ma un’eredità morale da custodire.
Pertini parlava spesso ai giovani come a un ponte verso il futuro. Celebre il suo messaggio: “Noi anziani stiamo per chiudere la nostra giornata… ma mi potrò avviare con animo sereno se saprò che i nostri giovani raccoglieranno il patrimonio morale della Resistenza e dell’antifascismo”.
Parole che Calzà sente ancora profondamente attuali.
“In questi momenti così divisivi e complicati si fa fatica a trovare persone che possano unire. Pertini era una di queste. Sapeva parlare alla gente, unire tutta la nazione, la sua vita è stata coerente. È una figura alla quale guardare ancora, con rinnovata speranza”.
Dal 2010 riproponeva questa idea. Oggi, finalmente, Arco è pronta a discuterla davvero. E forse a trasformare una memoria personale in patrimonio collettivo.
Nicola Filippi

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